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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 nov 2017
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H&M brucerebbe fino a 12 tonnellate di vestiti l'anno

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 nov 2017

Cosa fa H&M del proprio invenduto? Una squadra di giornalisti dela trasmissione danese Opération X ha indagato per parecchi mesi e di recente ha rivelato che dal 2013 il gruppo svedese brucia fino a 12 tonnellate all’anno dei suoi prodotti rimasti invenduti.


In un comunicato pubblicato il 21 ottobre, H&M ha risposto che si è trattato di una misura “molto rara” e che ha riguardato solamente quei capi che “non rispettano le nostre norme di sicurezza, perché infestati da muffe o perché non soddisfano i nostri severi requisiti chimici”.
 
“Siamo molto preoccupati dal fatto che alcuni media suggeriscano che noi distruggiamo dei vestiti ancora utilizzabili. Non c’è assolutamente nessuna ragione da parte nostra per fare una cosa simile”, ha aggiunto il gruppo svedese.

Tuttavia, dopo una seconda inchiesta, i giornalisti danesi hanno affermato di aver effettuato dei test su dei vestiti inviati all’inceneritore. Questi “non contenevano livelli nocivi di prodotti chimici, né presentavano un anormale tasso di umidità”, hanno indicato i giornalisti citati dal quotidiano francese “Le Figaro”. Anche in questo caso, H&M ha respinto le accuse, sottolineando che tali test erano incompleti.
 
"Quando i risultati dei test mostrano che alcuni prodotti non rispondono alle nostre norme di sicurezza, non devono in nessun caso essere venduti ai nostri clienti o riciclati (...). H&M possiede una delle regolamentazioni chimiche più severe del comparto e noi effettuiamo dei test con cadenza regolare (...). Di conseguenza, le restrizioni spesso vanno oltre i requisiti della legge, perché vogliamo che i nostri clienti si sentano totalmente sicuri di indossare i nostri prodotti”, ha spiegato il gruppo svedese.
 
Gruppo che ha spiegato cosa accade al suo invenduto: "I prodotti ritirati per altri motivi rispetto a ragioni di salute e sicurezza sono sia donati a enti di beneficenza, sia recuperati da aziende che si occupano di riutilizzo/riciclo. I prodotti nei negozi che non sono venduti a prezzo pieno sono venduti a prezzi scontati grazie alle promozioni. Inoltre trasferiamo regolarmente dei vestiti nei negozi o su quei mercati in cui constatiamo una domanda maggiore, dove li immagazziniamo per la stagione successiva. Come ultima risorsa, ci rivolgiamo ad operatori esterni per fargli acquistare le nostre eccedenze”.

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