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17 apr 2014
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Guru in difficoltà

Pubblicato il
17 apr 2014

Rilevato nel 2008 dal colosso del tessile indiano Bombay Rayon Fashion Limited (BRFL), Guru non è mai riuscito a rilanciarsi, e oggi si trova di nuovo in una fase difficile. La BRFL Italia, proprietaria dei marchi Guru, Guru Gang e Guru G99, ha depositato lunedì 14 aprile una richiesta di concordato presso il Tribunale di Parma, annuncia in un comunicato. La società ha consegnato una domanda di concordato in bianco, sorta di pre-concordato che le permette di mantenere la continuità aziendale.

Un look della collezione Guru presentata lo scorso gennaio


“La richiesta di procedura concorsuale, sulla cui ammissione dovrà decidere il Tribunale, si è resa necessaria in quanto negli ultimi due anni la BRFL Italia non ha potuto contare sulla prevista ricapitalizzazione da parte della proprietaria indiana che, com’è noto a chi segue le cronache finanziarie internazionali, ha dovuto procedere ad un importante piano di ristrutturazione del debito che non gli ha permesso di far fronte agli investimenti necessari per la società italiana”, spiega l’azienda nella nota.

Aman Agrawal, socio del colosso indiano e amministratore delegato di BRFL Italia, ha fatto sapere la sua “intenzione comunque di sostenere e rilanciare i brand di proprietà”. La società sta ora preparando un piano di rilancio e di ristrutturazione del debito, che presenterà al tribunale entro quattro mesi. Secondo la stampa locale, il debito ammonterebbe a 78,5 milioni di euro.

Il marchio di sportswear per donna e uomo contraddistinto dal celebre logo della margherita era stato creato da Matteo Cambi nel 1999. Dopo un successo strepitoso, il brand aveva attraversato alterne vicissitudini per poi esser acquisito da BRFL nell’ambito di una procedura fallimentare. In questi anni il gruppo indiano ha continuato ad investire sul marchio senza riuscire a farlo decollare. Era prevista un’ulteriore iniezione di liquidità, che non è avvenuta per via di difficoltà riscontrate dalla casa madre in India. Situazione che ha portato la BRFL Italia a chiedere il concordato.

La linea di abbigliamento a marchio Guru era stata affidata da poco in licenza al gruppo toscano Inghirami. Quest'ultimo aveva presentato una prima collezione maschile lo scorso gennaio con l’obbiettivo di cambiare l’immagine e il posizionamento del marchio, portandolo in un segmento più alto. “Purtroppo i risultati sono stati negativi. Il marchio non è riuscito ad entrare in quella fascia di mercato, e abbiamo deciso di non andare più avanti su questo progetto”, spiegano in azienda.

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