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Pubblicato il
24 ott 2015
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Gucci: la crescita delle vendite in Europa e Giappone compensa la debolezza della Cina

Di
Reuters
Pubblicato il
24 ott 2015

Gucci, il marchio italiano di lusso del gruppo Kering, ha pubblicato un calo delle vendite comparabili dello 0,4% nel terzo trimestre, con le spese effettuate da parte dei turisti cinesi in Europa Occidentale e Giappone che hanno solo parzialmente compensato il calo registrato in altre nazioni dell'Asia.

Gucci PE 2016 Settimana della Moda di Milano - © PixelFormula


Il calo (previsto) è arrivato però dopo una sorprendente crescita delle vendite del 4,6% nel secondo trimestre, aiutata dagli sconti operati sulle collezioni precedenti, in particolare in Cina.

Gli investitori si aspettavano che il rinnovamento di Gucci agli ordini del nuovo Amministratore Delegato Marco Bizzarri e del Direttore Creativo Alessandro Michele, nominato all'inizio del 2015, cominciasse ad iniziare a produrre risultati verso la fine dell'anno, e sul serio nel 2016.

Il Managing Director del gruppo, Jean-Francois Palus, ha affermato che la domanda dei clienti cinesi per i prodotti di Gucci ha rallentato nel terzo trimestre, mentre l'aumento delle vendite in Europa e in Giappone non è riuscito a compensare completamente i minori ricavi ottenuti dalla Cina Continentale, da Hong Kong e dalla Corea del Sud. "E non intravediamo alcun miglioramento", ha detto Palus.

Le vendite di Gucci nel terzo trimestre sono cresciute su base comparabile rispettivamente del 27% e del 24% in Europa Occidentale e in Giappone.

Jean-Marc Duplaix, il Direttore Finanziario di Kering, ha affermato che secondo lui non è chiaro se il crollo del mercato azionario in Cina abbia colpito la domanda di beni di lusso, in patria o all'estero. "Per me la correlazione non è evidente", ha affermato ai giornalisti dopo la pubblicazione delle cifre delle entrate del terzo trimestre di Kering.

All'inizio di questo mese, l'arci-rivale di Kering, il suo connazionale LVMH, aveva invece sostenuto che il crollo del mercato azionario in Cina aveva penalizzato le sue vendite, in particolare del marchio Louis Vuitton.

Un mercato, quello dei beni di lusso in Cina, che è stato influenzato dal giro di vite praticato dal governo locale contro la corruzione.

Anche Burberry e Hugo Boss hanno incolpato la scarsa domanda in Cina dei deludenti aggiornamenti dei loro dati commerciali che hanno comunicato la scorsa settimana.

Il totale delle vendite comparabili di Kering è aumentato del 3,1% nel terzo trimestre, con una forte crescita dal marchio di moda francese Saint Laurent.

La società ha detto che il rilancio del suo brand sportivo Puma è continuato spedito, con ricavi in comparabile cresciuti del 3,9% nel periodo.

Kering ha fatto sapere che i suoi marchi di orologi, che includono il recente nuovo acquisto Ulysse Nardin, "hanno continuato ad essere frenati da un contesto di mercato non favorevole", ma i produttori di gioielli Boucheron, Pomellato e Qeelin hanno registrato una crescita di fatturato dell'11%.

La società ha aggiunto che gli scambi riguardanti il sarto italiano Brioni, marchio acquistato quattro anni fa, sono rimasti "volatili".

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: Reuters

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