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Pubblicato il
26 ott 2015
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Gruppo Albini: la strategia di divisione dei rischi è stata premiante

Pubblicato il
26 ott 2015

La strategia di diversificare i rischi mercato/prodotto premia il Gruppo Albini, che nei primi sette mesi del 2015 conferma un fatturato in linea con lo scorso anno, che si era chiuso con un aumento complessivo dell’11%. Risultato che il gruppo bergamasco auspica di consolidare a fine anno: obiettivo ambizioso alla luce del difficile andamento del tessile, in particolare quello cotoniero e delle incerte situazioni di mercato, causate dall’instabilità del contesto geopolitico internazionale.

Lo stile del brand Cotonificio Albini 1876 a Milano Unica


Fondato nel 1876 ad Albino (BG), il Gruppo Albini è guidato dalla quinta generazione della famiglia, rappresentata da Silvio, Fabio, Andrea e Stefano Albini, può contare su otto stabilimenti (cinque in Italia), per un totale di oltre 1.300 dipendenti, ed è il maggior produttore europeo di tessuti per camiceria.

Il Gruppo Albini esporta direttamente oltre il 70% del fatturato in più di 80 Paesi nel mondo e da anni investe seguendo una strategia di internazionalizzazione perseguita con un approccio globale, ma con investimenti e attenzioni locali.

Lo stand del Gruppo Albini all'ultima edizione di Milano Unica


“La situazione odierna fotografa un mondo molto diverso rispetto a quello di un anno fa: – spiega il Presidente Silvio Albini - la crisi in Cina, la situazione dei mercati in Russia e Ucraina, la svalutazione del rublo, gli scenari di guerra presenti in gran parte di Medio Oriente e Nord Africa si sommano alle condizioni sempre meno brillanti dei Paesi BRIC, alla svalutazione euro/dollaro e alla debolezza delle monete emergenti. Alla situazione estera profondamente incerta, si contrappongono aspetti positivi, come l’andamento degli Stati Uniti e la tenuta del mercato europeo, da considerare nostro mercato domestico, che si sta mostrando un’area di grande stabilità. È necessario – continua Albini - abituarsi ad operare in una situazione turbolenta, difendendo le posizioni acquisite e mettendo in campo strategie che premiano una visione di lungo periodo.

La presenza del Gruppo Albini, in praticamente tutte le grandi aree del mondo, attenua i rischi legati alle tensioni geopolitiche e alle esportazioni. La recente apertura delle filiali commerciali estere sta premiando gli sforzi fatti dal Gruppo per raggiungere l’obiettivo di essere sempre più presenti localmente nei mercati più lontani, ricorda la nota economica ufficiale del gruppo.

Da sinistra: Andrea, Stefano, Silvio e Fabio Albini


Importante anche la differenziazione che il Gruppo Albini ha intrapreso a livello di prodotto. “Sempre per dividere i rischi, - approfondisce il Presidente Silvio Albini - abbiamo ben segmentato la nostra proposta nei diversi brand con lo scopo di rivolgerci a mercati con esigenze diverse: uomo e donna; proposte che spaziano dal classico, allo sport, al mondo fashion, con tipologie di prodotti diversi: tinto filo, stampe, denim, jacquard, fil coupé”.

L’offerta stagionale di tessuti del Gruppo è infatti composta da migliaia di varianti diverse, frutto dell’attività di ricerca creativa e innovazione, e si sviluppa in 5 distinti marchi, capaci di rispondere alle specifiche esigenze di ogni mercato: Cotonificio Albini, marchio dallo stile sofisticato e raffinato; Albini, Donna, lanciato nel 2012, interamente dedicato ad una femminilità contemporanea; Thomas Mason, espressione di British Heritage; David & John Anderson, con i tessuti nei titoli più fini al mondo realizzati nel pregiato cotone egiziano Giza 45 e con il raro cotone Sea Island di Barbados; e infine, Albiate 1830, una collezione di ricerca tra denim, stampe, jacquard e tessuti sportivi per camicie giovani e d’avanguardia.

Il cotone egiziano utilizzato da Albini


Da ricordare anche l’ampia offerta dedicata al mondo del “su misura” con due proposte: Thomas Mason Bespoke e Albini Su Misura, label che si avvalgono anche del servizio della piattaforma di e-commerce, che consente di consegnare entro 24/48 ore dalla richiesta piccoli tagli di tessuto ai più prestigiosi sarti di tutto il mondo.

Sul piano degli investimenti, il Gruppo Albini ha concluso nel 2014 un ciclo triennale di oltre 27 milioni di euro di investimenti in ambito soprattutto industriale, che hanno consentito di modernizzare gli stabilimenti rendendoli più produttivi e flessibili in varie fasi. Nel biennio 2015/2016, il focus degli investimenti del gruppo si concentrerà sulle aree del prodotto, del marketing e della comunicazione, dei sistemi informativi, dell’organizzazione e dell’ottimizzazione e razionalizzazione dei processi.

Ricordiamo infine che il fatturato 2014 del gruppo bergamasco è stato di 143 milioni di euro, che la sua offerta comprende oltre 20.000 varianti di tessuto e che, sempre lo scorso anno, il Gruppo Albini ha lanciato anche la linea di accessori del brand Thomas Mason.

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