×
1 199
Fashion Jobs
DOLCE & GABBANA
Sales Manager - Milano
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
E-Commerce Operations And Digital Supply Senior Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENCIAL
Cost Controller - Milano
Tempo Indeterminato · MILANO
EDAS
Commerciale/Export
Tempo Indeterminato · ROMA
THE ATTICO SRL
HR Controller & Administration Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta Ecommerce Business Analyst
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Senior Graphic Designer & Art Director - Jewelry Sector
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Buyer Rtw Donna Linea Giorgio Armani
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Export Manager - Design Luxury
Tempo Indeterminato · MONZA
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Project Manager Produzione Rtw - Azienda Luxury
Tempo Indeterminato · NOVARA
MICHELE FRANZESE LUXURY SRL
E-Commerce Manager
Tempo Indeterminato · CARINARO
RANDSTAD ITALIA
Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
UMANA SPA
Industrializzatore e Production Planner
Tempo Indeterminato · VALEGGIO SUL MINCIO
BITTO SRL
Tecnico di Confezione
Tempo Indeterminato · RHO
RANDSTAD ITALIA
Ispettore Controllo Qualità Abbigliamento Sportswear
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Area Manager Estero Emporio Armani Bodywear
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENTIEL
Ecommerce Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Ecommerce Visual Shooting Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
RETAIL SEARCH SRL
IT Support Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
District Manager
Tempo Indeterminato · TOSCANA/EMILIA ROMAGNA/LAZIO
NEGRI FIRMAN PR & COMMUNICATION
Event Director
Tempo Indeterminato · MILANO
RANDSTAD ITALIA
Retail Operation Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
Di
APCOM
Pubblicato il
21 nov 2012
Tempo di lettura
3 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Greenpeace: agenti tossici negli abiti di grandi marchi

Di
APCOM
Pubblicato il
21 nov 2012

Sostanze chimiche capaci di provocare cancro e disturbi ormonali sono state rinvenute in capi di abbigliamento di grandi marchi della moda, quali Zara, Calvin Klein, Levi's e Li Ning. E' quanto ha denunciato il 20 novembre Greenpeace, al termine di un'indagine condotta su campioni di indumenti di 20 marchi in vendita in 29 Paesi e regioni del mondo.

Foto: APCOM

L'organizzazione ha acquistato pantaloni, magliette, lingerie e abiti realizzati in Cina e in altri Paesi in via di sviluppo, facendo poi analizzare i tessuti. "In circa due terzi dei 141 campioni sono stati rilevati nonilfenoli etossilati", ha denunciato Greenpeace. In alcuni vestiti sono stati rinvenuti anche ftalati o coloranti contenenti ammine cancerogene. I nonilfenoli etossilati sono prodotti chimichi usati spesso come detergenti in diversi processi industriali e nella produzione di tessuti naturali e sintetici. Una volta usati e scaricati, si decompongono in nonilfenoli, un sottoprodotto molto tossico considerato un interferente endocrino.

I marchi messi sotto accusa "sono attori importanti dell'industria della moda, con la sola Zara che produce 850 milioni di capi di vestiario ogni anno", ha affermato l'organizzazione. "Si può immaginare - ha sottolineato Li Yifang - l'entità dell'impronta tossica lasciata sul Pianeta, soprattutto in alcuni Paesi in via di sviluppo come la Cina, dove molti di questi prodotti vengono realizzati".

Nel 2011, Greenpeace aveva pubblicato 'Dirty Laundry' e 'Dirty Laundry 2', due rapporti che dimostravano come i fornitori dei grandi gruppi tessili avvelenassero le acque di alcuni fiumi cinesi, con sostanze chimiche ritrovate poi nelle fibre dei prodotti venduti.

Per ogni marca, uno o più articoli analizzati contengono NPE (composti nonilfenoloetossilati) - riferisce Greenpeace - che possono rilasciare i corrispondenti nonilfenoli, pericolosi perché in grado di alterare il sistema ormonale dell'uomo. I livelli più alti, superiori a 1ppm, sono stati trovati per i marchi Zara, Metersbonwe, Levis, C&A, Mango, Calvin Klein, Jack & Jones e Marks & Spencer (M&S). Per Zara, inoltre, quattro dei capi analizzati risultano contaminati da alti livelli di ftalati tossici, e altri due presentano tracce di un'ammina cancerogena derivante dai coloranti azoici.

"In qualità di più grande rivenditore al mondo di abbigliamento, Zara deve adottare con urgenza un piano ambizioso e trasparente per eliminare le sostanze tossiche dalle sue filiere di produzione", chiede Martin Hojsik, coordinatore della campagna 'Detox' di Greenpeace International. Per convincere l'azienda spagnola a ripulire la filiera produttiva, Greenpeace lancia oggi una petizione a livello mondiale su www.greenpeace.org/italy/zara.

I capi d'abbigliamento analizzati sono stati prodotti soprattutto nel Sud del mondo con fibre artificiali e naturali. Essi comprendono jeans, pantaloni, t-shirt, abiti e biancheria intima disegnati per uomini, donne e bambini. I processi di produzione del settore mondiale del tessile utilizzano sostanze chimiche pericolose che viaggiano nei prodotti tessili dai siti di produzione a quelli di consumo. Ad oggi non esistono informazioni sui possibili problemi sanitari per chi indossa questi prodotti.

Greenpeace chiede ai marchi dell'abbigliamento di impegnarsi ad azzerare l'utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020, come già hanno fatto alcuni importanti marchi tra cui H&M e M&S, e di imporre ai loro fornitori di rivelare alle comunità locali i valori di tutte le sostanze chimiche tossiche rilasciate nelle acque dai loro impianti.

Fonte: APCOM