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Pubblicato il
25 ott 2011
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GhostZip: crescono distribuzione e fatturato, in vista monomarca

Pubblicato il
25 ott 2011

Dopo aver inaugurato ad aprile 2010 il primo flagship di marca a Sesto San Giovanni (MI) in Via Gorizia (dove si trovano sede e showroom) e aver visto il successo del temporary store estivo di Riccione (RN) condiviso con la Galleria d'arte Rosini, il quale è diventato uno store vero e proprio a seguito dei risultati ottenuti sin dall'apertura di luglio 2011, il marchio milanese GhostZip continua la propria crescita basata su un'idea semplice e divertente. Un'unica lunga zip che chiusa su se stessa forma borse e accessori coloratissimi, che scompaiono quando si decide di slacciare la lampo per riporla, magari comodamente appallottolata, altrove. La zip delle borse resiste fino a 32 kg. E si può lavare in lavatrice.

GhostZip
GhostZip: la "Domibag Black Gold" della linea "Elegance".

“Siamo nati appena quattro anni fa”, ci racconta Mauro Morosi, uno dei quattro giovani fondatori, che abbiamo incontrato al 100° Mipel. “La prima collezione risale infatti al dicembre 2007; nel successivo 'Artigiano in fiera' poi, i nostri furono i prodotti più venduti della manifestazione con circa 2.000 articoli venduti in una settimana. Siamo partiti letteralmente senza una lira in tasca, ma ricchi di impegno, passione e una strategia di marketing precisa. Mi sono presentato alla manager di Paris Hilton e le ho regalato una delle nostre “borse fantasma”. Lei l'ha fatta usare a Paris e così abbiamo iniziato a farci conoscere, dopodiché nel corso di una sfilata ho conosciuto Irene Pivetti e le ho parlato del progetto. Se n'è subito innamorata ed è diventata non solo una sorta di nostra testimonial, ma anche una finanziatrice”.

L’ex presidente della Camera dei Deputati più giovane della storia della Repubblica italiana infatti, è ora a capo della Onlus Learn To Be Free (LTBF), un’associazione che difende il diritto al lavoro di tutti. La sinergia fra la Onlus e il brand consentirà dunque di recuperare persone in difficoltà, non solo disoccupati, ma anche ex detenuti, che potranno diventare imprenditori o artigiani e reinserirsi nella società.

GhostZip
GhostZip: la "Beachbag Pesca" della linea "Daily"

Una linea etica che ha trovato una più ampia possibilità di attuazione quando, nel febbraio 2011, GhostZip ha vinto il bando indetto dal Politecnico di Milano e dal comune di Sesto San Giovanni per l'assegnazione di spazi adibiti a laboratori/negozi nati dal riutilizzo dell'area dismessa dei Magazzini Generali Falk (MAGE), potendo così aprire un polo produttivo che ha permesso di creare nuovi posti di lavoro e lo spostamento al suo interno di gran parte della produzione. “Il laboratorio di GhostZip è aperto al pubblico e al momento dà lavoro a 14 persone. Più cresce l'azienda più possiamo assumere forza lavoro e dare un impiego a un disoccupato in più. Il nostro è uno stimolo a recuperare il “saper fare” artigianale. E' un po' come utilizzare la creatività italiana e la nostra trasparenza nella produzione, tutta Made in Italy, come antidoto alla delocalizzazione industriale sempre più imperante”, puntualizza Morosi.

In mezzo, il primo GhostZip point di Mantova, a maggio 2011, un negozio comune condiviso da due realtà, in questo caso la libreria Mondolibri, e una grande politica di co-marketing per farsi conoscere. Dopo alcuni anni di attività, alle borse si sono oggi aggiunti zaini, accessori, cravatte e vestiti da uomo e da donna (ma anche portamonete, lampade, puff e cuscini), sempre prodotti a mano in sede e anch'essi naturalmente realizzati con un’unica cerniera zip chiusa su se stessa. Con prezzi che vanno dai 5 ai 120 euro.

GhostZip
GhostZip: la "Roxybag Fear French" della linea "Elegance"

E GhostZip cresce; lo dimostra l'inaugurazione che avverrà prima di Natale del secondo monomarca del brand, "che inaugureremo a Pesaro su più di 80 metri quadrati con lo stesso concept di quello di Sesto San Giovanni, dove dalla vetrina si vede l'artigiano che crea i prodotti alla macchina da cucire", puntualizza Morosi.

“Gli obiettivi 2012 di GhostZip saranno Milano, Roma e Torino nell'ordine, mentre siamo già distribuiti in Svizzera, in una sessantina di punti vendita, e anche in Finlandia. I prossimi obiettivi di breve-medio termine sono Francia, Spagna e Germania, ma guardiamo anche a Inghilterra e Scandinavia. Sul medio-lungo pensiamo già a una distribuzione che arrivi anche in Asia e in America. Con i filtri costituiti dai rappresentanti e dal loro sistema di proposta, spesso il negoziante italiano non è invogliato a investire in un'idea nuova o originale, mentre il negoziante svizzero è più coraggioso (anche per cultura e mentalità) e di solito inizia ad esporre in vetrina e far conoscere subito un nuovo prodotto in cui crede. E' successo lo stesso con noi: proposti con entusiasmo i nostri prodotti, in Svizzera abbiamo fatto 3.000 pezzi in 2 mesi. Ecco come si spiega la nostra distribuzione già piuttosto estesa nella Confederazione Elvetica”, si rallegra l'imprenditore lombardo.

“Puntiamo anche”, conclude il fondatore, “ad essere distribuiti in 200 negozi sul territorio nazionale dai 70 di quest'anno, all'incremento degli accordi di co-marketing, e all'apertura di una rete di franchising con almeno 10 affiliati. Essendo la nostra un'azienda relativamente 'nuova' il dato di fatturato è piuttosto relativo. Comunque raddoppia ogni anno da 3 anni, anche in questo 2011, e la nostra previsione di raddoppio del dato è la stessa anche per il 2012”.

Gianluca Bolelli

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