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AFP
Pubblicato il
16 giu 2015
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Gérard Darel in amministrazione controllata

Di
AFP
Pubblicato il
16 giu 2015

Il marchio francese di prêt-à-porter di alta gamma Gérard Darel è stato posto in amministrazione controllata, corredata da un periodo di osservazione di quattro mesi, aprendo la strada ad un eventuale acquisto da parte di nuovi investitori, si è appreso martedì da fonti vicine alla materia.

L'ingresso della boutique collocata nella sede storica dell'azienda, in rue Réaumur a Parigi


Il provvedimento, che l'azienda stessa aveva chiesto, a seguito soprattutto di disaccordi con i creditori, è stato adottato lunedì dal Tribunale del Commercio di Parigi.

Gérard Darel, fondato nel 1971 e comprato per un enterprise value di 300 milioni di euro nel 2008 dal fondo Advent, deve affrontare da molti mesi serie difficoltà finanziarie.

Nell'agosto del 2014, il Tribunale del Commercio aveva convalidato un piano di rinegoziazione su 18 mesi del debito del gruppo, che all'epoca ammontava a un centinaio di milioni di euro.

L'azienda francese, la cui celebre borsa "24 heures" aveva ottenuto grande successo qualche anno fa, controlla 300 negozi, la metà dei quali in Francia, e impiega 1.100 persone in tutto il mondo.

Gérard Darel realizza un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro, ma da alcuni anni deve affrontare la netta diminuzione dei consumi di abbigliamento in Francia e la concorrenza di nuovi attori operanti nel suo segmento di mercato.

Advent, che aveva investito 100 milioni di euro nell'azienda dopo il suo acquisto, ha insediato dal 2013 un nuovo management, affidando la gestione del brand a Sandrine Lilienfeld e nominando una nuova stilista. Dall'anno scorso sono anche state fatte partire un'estensione della gamma, soprattutto nel suo settore di punta degli accessori, e una spinta espansiva verso l'estero.

Infine, sono stati attuati un piano di risparmi e uno per la riprogettazione dei sistemi informatici e della logistica.

Secondo la fonte, tutte queste misure cominciano a portare frutti a livello di vendite, e questo potrebbe attirare dei nuovi acquirenti.

Vengono citati come nomi di potenziali candidati, “IKKS, Armand Thiery, la società di investimento Borletti o Sandro-Maje", dal quotidiano economico “Les Echos” di lunedì scorso.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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