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16 apr 2015
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Ferragamo con Firenze e Kyoto per i 50 anni di gemellaggio 

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Ansa
Pubblicato il
16 apr 2015

I 50 anni di gemellaggio tra Firenze e Kyoto hanno in Salvatore Ferragamo un protagonista del legame intenso tra Italia e Giappone. E' sufficiente osservare alcune tra le più note creazioni del fondatore della griffe, esposte in via straordinaria nelle antiche cucine del castello di Nijo, capolavoro di Kyoto e patrimonio dell'Umanità secondo l'UNESCO, per farsene un'idea.


Un look Ferragamo


"Kimo", disegnato nel 1951, combina sandali e calze alle caviglie richiamando i tabi, le calze tipiche usate dalle donne giapponesi a corredo del kimono. Tra i 14.000 pezzi della ricca collezione storica di Ferragamo ecco un altro famoso esempio: "damigella", lo stivaletto fatto per Sophia Loren nel 1957.

La conferenza stampa del 15 aprile, tenuta all'aperto nel cortile ampio del castello e segnata a tratti dalla pioggia battente, ha permesso di presentare il rinnovo e la firma della dichiarazione di partnership tra le due città (unite "dalla stessa condivisione di valori", hanno osservato i due sindaci Dario Nardella e Daisaku Kadokawa), ma anche il ruolo della maison fiorentina come ponte tra le due città e due culture.

In serata, nel magnifico Seiryu-den, un tempio in legno sulla cima del monte Higashiyama, è stata presentata la collezione uomo e donna 2015/2016, e un'anteprima pre-spring 2016, nonchè l'uso della raffinatissima seta "sanjiku", realizzata su telai vecchi di oltre 1200 anni dai maestri artigiani di Kyoto, la vecchi a sofisticata capitale del Sol Levante.

"Oltre ai 50 anni di gemellaggio, c'è anche una bella storia che è quella di Salvatore Ferragamo: mio padre si fermò nel 1958 in Giappone e dopo la sua morte nel 1960, grazie a partner locali, siamo arrivati nel 1965 e ora abbiamo 80 negozi di cui siamo molto contenti", ha affermato il presidente della società Ferruccio Ferragamo. "Dopo molti anni di crescita, ci attendiamo ancora un anno positivo anche con l'aiuto del favore dei cambi", ha poi osservato l'amministratore delegato Michele Norsa.

Il Giappone è attualmente un mercato che "viene subito dopo l'Italia, al quarto posto, e che vale tra il 9,5 e il 10% del fatturato globale, essendo in grado di attrarre sia dalla Cina, sia dagli Stati Uniti, sia dall'Europa, in una condizione di valuta meno forte che in passato e che rende più competitivi i prezzi dei prodotti", ha aggiunto Norsa, secondo cui "c'è ancora molto spazio per crescere". Ecco la sfida per il nuovo ciclo al giro dei 50 anni di gemellaggio.
 

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