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Pubblicato il
13 apr 2016
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Fast Retailing: l'utile netto si dimezza nel 1° semestre

Di
AFP
Pubblicato il
13 apr 2016

Il gruppo giapponese di abbigliamento Fast Retailing ha ridotto nettamente le previsioni per i suoi risultati annuali a seguito del crollo dell'utile netto di più della metà nel primo semestre dell'esercizio 2015/2016, avvenuto a causa delle scarse vendite in Giappone e della diminuzione dei profitti mondiali di Uniqlo.


Al termine del periodo da settembre 2015 a febbraio 2016, il gruppo ha registrato un utile netto di 47 miliardi di yen (361 milioni di euro), contro i 104,8 miliardi ottenuti nello stesso periodo di un anno prima.

Questa battuta d'arresto si è verificata sebbene il fatturato sia aumentato del 6,5%, a 1.011,7 miliardi di yen (4 miliardi di euro) grazie alla crescente presenza dei vari marchi del gruppo all'estero.

Fast Retailing ha lamentato un calo del 34% dell'utile operativo, a 99,35 miliardi di yen, a causa fra l'altro delle spese aumentate per dare slancio alle vendite in Giappone, dove il meteo ha fatto da guastafeste.

Uniqlo non è riuscito a raggiungere i propri obiettivi nell'arcipelago con le sue collezioni invernali (tra le quali la linea “HeatTech”) a causa dell'arrivo tardivo del freddo e del fatto che un minor numero di persone è entrato nelle sue 844 boutique nipponiche.

L'aumento del 13% dei ricavi delle ormai 890 boutique Uniqlo all'estero (174 in più di un anno prima) non è stato sufficiente ad evitare il crollo del 31% del risultato operativo correlato, a 29,4 miliardi di yen, a causa di una perdita operativa negli Stati Uniti e del calo della redditività in Cina e in Corea del Sud.

La sola vera nota positiva riguarda gli altri marchi del gruppo (Comptoir des Cotonniers, Theory, J Brand, ecc.). Il loro fatturato complessivo è aumentato del 12,9% e l'utile operativo del 21,9% su base annua.

Il gruppo del miliardario Tadashi Yanai per la seconda volta di seguito è stato costretto ad abbassare le sue previsioni annuali.

Di certo si aspetta ancora un fatturato in crescita del 7% anno su anno, a 1.800 miliardi di yen (100 miliardi in meno di quanto precedentemente previsto), ma ora prevede un calo dell'utile operativo del 27% sull'anno, a 120 miliardi di yen (invece di un incremento del 9,4%, a 180 miliardi di yen), mentre l'utile netto dovrebbe crollare a 60 miliardi di yen, contro i 110 miliardi precedentemente previsti.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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