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Fashion Revolution: Adidas, Reebok, M&S e H&M tra i marchi più trasparenti

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 apr 2017
Tempo di lettura
2 minuti
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Adidas e Reebok sono i marchi più trasparenti al mondo. Tuttavia, secondo Fashion Revolution, anche se questi brand hanno realizzato i migliori punteggi, gli resta ancora molto da fare prima di poter essere considerati come completamente trasparenti.

Adidas


L’organizzazione, che fino a domenica organizza la Fashion Revolution Week, ha pubblicato i risultati del suo ultimo indice di trasparenza nel settore della moda.
 
Adidas e Reebok hanno entrambi accumulato 121,5 punti su 250, vale a dire un punteggio solo del 49%. I due marchi di articoli sportivi sono seguiti da Marks & Spencer, con 120 punti, e H&M, con 119,5 punti. La media è di 49 punti, vale a dire uno score – deludente – inferiore al 20%, e solo otto marchi hanno realizzato un punteggio superiore al 40%. Si tratta di Adidas, Reebok, Marks & Spencer, H&M, Banana Republic, Gap, Old Navy e Puma.

Per quanto riguarda i marchi premium e di lusso, altri nove di essi hanno ottenuto punteggi compresi tra il 21 e il 30% (cioè superiore alla media): Bottega Veneta, Gucci, YSL, Hermès, Hugo Boss, Burberry, Coach, Hudson's Bay e Saks Fifth Avenue. Altri dieci, tra i quali Dior, Chanel, Miu Miu e Louis Vuitton, hanno invece ottenuto un punteggio inferiore al 15%.
 
La buona notizia è che 32 marchi (tra i quali Asos, Benetton, C&A, Esprit, Gap, Lululemon, Marks & Spencer, Uniqlo, e VF Corporation) pubblicano la loro lista dei fornitori. Si tratta di un miglioramento rispetto al 2016, quando solo cinque marchi, tra i 40 studiati, avevano reso pubblica tale lista. Inoltre, quest’anno 14 marchi indicano in quali fabbriche i loro vestiti sono tinti, lavati, stampati o trattati.

Fashion Revolution


Lo studio ha anche svelato che pochi marchi divulgano gli sforzi intrapresi per migliorare gli stipendi, la qualità delle trattative salariali e la riduzione delle risorse consumate. In media, solamente il 9% delle informazioni richieste in questi campi sono state comunicate, secondo Fashion Revolution.
 
“Le persone hanno il diritto di sapere che i soldi non promuovono lo sfruttamento, l'abuso dei diritti umani e la distruzione ambientale. Non è possibile chiedere al governo e alle aziende di rendere conto del loro operato se è impossibile vedere cosa succede dietro le quinte. Ecco perché la trasparenza è davvero importante”, ha dichiarato Carry Somers, la cofondatrice di Fashion Revolution. “Pubblicando questo studio, speriamo che i marchi si orienteranno in una direzione favorevole, permettendo di cambiare il funzionamento del sistema, cominciando con più trasparenza”.
 
I marchi si sono visti attribuire dei punti in funzione del loro livello di trasparenza in 5 categorie: politica e impegno, governance, tracciabilità, valutazione e gestione dei fornitori e problemi chiave (cioè quelli relativi ai dipendenti, alle trattative collettive e all’innovazione del modello commerciale).
 
Versione italiana di Gianluca Bolelli

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