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24 ago 2010
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Estée Lauder lancia una nuova offensiva commerciale

Pubblicato il
24 ago 2010

23 ago 2010 – Grande rentrée per Estée Lauder. La ristrutturazione aziendale ha portato i suoi frutti e il mercato americano si sta riassestando, ne consegue che il gruppo newyorchese, specializzato in cosmetici di buona e alta gamma, si prepara ad essere più “aggressivo” sul terreno commerciale.

Estée Lauder
Estée Lauder - Bronze Goddess Estate 2010

In particolare, nei prossimi mesi saranno effettuati nuovi e maggiori investimenti in pubblicità e marketing, come ha puntualizzato nei giorni scorsi il titolare, Fabrizio Freda. L'obiettivo: crescere più rapidamente rispetto all'insieme del mercato dei cosmetici definiti «di prestigio».

Il gruppo, concorrente de L'Oréal, intende ovviamente approfittare del miglioramento della congiuntura nella distribuzione in America, che è sempre il suo primo mercato, ma vuole anche assicurarsi una fetta della ricca torta costituita da quei paesi in fase di grande sviluppo e slancio, come per esempio la Cina.

Conosciuto per i suoi brand Estée Lauder, Clinique, Origins o La Mer, il gruppo ha ampiamente tagliato i costi negli ultimi mesi. A seguito della crisi, aveva annunciato un'ampia riorganizzazione e la soppressione del 6% dei suoi dipendenti, cioè di 2.000 posti di lavoro. Le spese sostenute per la ristrutturazione hanno pesato notevolmente sui conti dell'esercizio 2008-2009. Secondo le cifre diffuse questo mese però, gli sforzi sostenuti dall'azienda non sono stati vani: hanno permesso infatti a Estée Lauder di risparmiare ben 364 milioni di dollari nel corso dell'esercizio terminato a fine giugno.

Il gruppo può così rendere noti dei risultati molto migliori rispetto a un anno fa. L'utile netto annuale è più che raddoppiato, a 478 milioni di dollari. Il margine operativo poi, crollato un anno fa solo a un 5,7% delle vendite, è risalito oggi al 10,1%, un livello vicino a quello fatto registrare prima della crisi. Il gruppo in particolare ha cessato di perdere denaro nel settore dei profumi.

Il giro d'affari è aumentato del 6%, a 7,8 miliardi di dollari, dopo un calo del 7% nell'esercizio precedente. Un risultato trainato dall'Asia, dove le vendite in valore sono cresciute del 16% in un anno, mentre nella zona americana sono rimaste stagnanti.

Tuttavia, per il nuovo esercizio il gruppo rimane prudente e punta ad ottenere un giro d'affari in aumento dal 3 al 6%, e a realizzare un incremento dell'utile netto al massimo del 20%.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: Les Echos

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