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Ermenegildo Zegna acquisisce il marchio statunitense Thom Browne

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 28 ago 2018
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Il gruppo italiano leader nel menswear d’alta gamma Ermenegildo Zegna ha acquisito l’85% dell'azienda americana Thom Browne Inc. da Sandbridge Capital, fondo che vanta partecipazioni in altre note realtà del fashion, tra cui spiccano Karl Lagerfeld, Farfetch e Rossignol. Il restante 15% della griffe lanciata a New York nel 2001, che ha chiuso il 2017 in crescita del 25% a 125 milioni di euro, rimarrà di proprietà del fondatore stesso, Thom Browne, che manterrà anche l'incarico di Direttore Creativo, affiancato da Rodrigo Bazan, in qualità di CEO. L'intera società è stata valutata circa mezzo miliardo di dollari.

© PixelFormula


"Da quando abbiamo cominciato attivamente a considerare potenziali partnership, sapevo che Thom Browne sarebbe stata perfetto per noi. Oltre ai benefici immediati in termini di forniture di tessuti e supporto produttivo, possiamo anche accelerare lo sviluppo del network retail grazie alla nostra presenza globale", ha dichiarato Ermenegildo Zegna, Amministratore Delegato del Gruppo Zegna. "Su queste solide basi, e grazie a un business donna in pieno sviluppo e al forte appeal sulla generazione dei millennial, pensiamo di poter creare valore a lungo termine per tutti i nostri stakeholder", ha precisato.

“Sono orgoglioso ed entusiasta della mia nuova partnership con Zegna", ha sottolineato per parte sua il designer americano. "Sento che la loro passione per la migliore qualità e artigianalità è perfettamente allineata con il mio approccio alle collezioni. Entrambi siamo convinti che il successo di Thom Browne stia nell’approccio concettuale al design e nella visione di collezioni per uomo e per donna che mantengano qualità uniche di design, materiali e manifattura”.

Il gruppo biellese ha chiuso il 2017 con vendite per 1,183 miliardi di euro, un utile netto a 32,8 milioni di euro e un EBITDA pari a 142 milioni di euro. Nel periodo è migliorata anche la sua posizione finanziaria, passata da 233 a 316 milioni.
 
L’operazione costituisce un passo fondamentale per Zegna, che da tempo cercava disperatamente di acquisire un marchio noto a livello globale che fosse connesso con le generazioni più giovani. Zegna è stato uno dei cinque gruppi che hanno presentato un’offerta nel 2012 per comprare Valentino alla famiglia reale del Qatar. E la precedente acquisizione della firma di cashmere Agnona da parte di Zegna, affare da 1,1 miliardi di euro, non ha mai veramente calmato la sete del gruppo di Biella per acquisire una label di tendenza. A sottolineare il desiderio dell’azienda italiana di trovare assolutamente e in fretta un accordo, Zegna pagherà una somma pari a oltre 3 volte le vendite annue di Thom Browne.
 
La transazione renderà inoltre Thom Browne un uomo ricco, lui che è stato nominato dal CFDA (Council of Fashion Designers of America) stilista maschile dell’anno sia nel 2006 che nel 2013. Browne ha iniziato come sarto stravagante in un piccolo studio nel Meatpacking District producendo uniformi per studenti di scuola riservate a una piccola élite; in seguito ha saputo sviluppare la sua casa di moda facendola diventare uno dei marchi americani più influenti e con un fiorente business, riuscendo anche a proporre sfilate di qualità sartoriale, acclamate dalla critica per il loro gusto teatrale.
 
Durante la leadership del CEO Rodrigo Bazan, la rete retail di Thom Browne è cresciuta fino ad annoverare 30 negozi nel mondo; in più, un accordo strategico con Farfetch fornisce la tecnologia per gestire il sito web del marchio, e il suo negozio digitale del futuro.
 
Attualmente, l'attività di Browne è per due terzi nella moda maschile e un terzo in quella femminile, ma i capi dedicati alle donne godono di una crescita significativa del 30% ogni stagione.
 
La notizia segna anche l'uscita di Ken Suslow, il fondatore di Sandbridge Capital, da Thom Browne, con una plusvalenza enorme.
 
“Credo che Zegna costituisca il partner ideale per il brand Thom Browne. Per questo motivo Gildo, Thom e io non abbiamo interagito con altre parti interessate, preferendo concordare questo accordo con una trattativa privata”, ha affermato Suslow.

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