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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 mar 2018
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Dior Homme: Kim Jones sostituisce Kris Van Assche

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 mar 2018

Le grandi manovre proseguono all’interno di LVMH. Dopo la sua partenza dalla direzione del prêt-à-porter maschile di Louis Vuitton, Kim Jones diventa il direttore artistico di Dior Homme, prendendo il testimone da Kris Van Assche, che lascia la casa di moda francese dopo 11 anni in questo incarico. Lo stilista belga continuerà comunque “ad esprimere la propria creatività all’interno del gruppo LVMH”, annuncia la società, precisando che "le sue nuove responsabilità saranno annunciate molto presto".

Kim Jones, mano nella mano con Naomi Campbell e Kate Moss, durante il commiato dello stilista da Louis Vuitton - Pixelformula


Lo si presagiva orientato in direzione Versace, poi da Burberry, ma alla fine Kim Jones è approdato nella maison Dior, per la quale firmerà il primo défilé il prossimo giugno, nel corso della Settimana della Moda maschile di Parigi.
 
Entrando a far parte della prestigiosa casa di moda sartoriale, lo stilista inglese (38 anni) aumenta la sua importanza all’interno di LVMH dopo sette anni passati a guidare la moda maschile di Louis Vuitton, un periodo nel corso del quale ha saputo infondere un tono di freschezza al brand, in particolare introducendo per la prima volta nelle creazioni della casa parigina uno spirito streetwear associato al lusso.

Il designer non è solo riuscito a dare un nuovo spessore all’uomo Louis Vuitton, ma soprattutto è stato capace di trasformarlo in una linea di culto fra le celebrità. Come testimonia il successo planetario della collabirazione con il marchio newyorchese Supreme lo scorso anno.
 
Lo stilista cosmopolita e appassionato d’arte è nato a Londra nel 1979. Iscrittosi al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, Jones ottiene un master in moda maschile nel 2002. La sua collezione di fine percorso di studi, della quale John Galliano compra una parte, è acclamata dalla stampa e dall’ambiente. E Kim Jones si vede ammesso alla Fashion Week di Londra nel 2003, dove presenta il proprio marchio di menswear, dalle caratteristiche alquanto street e sport.
 
Contemporaneamente alla gestione della sua label, che sospenderà alcuni anni più tardi, l’iperattivo designer moltiplica le collaborazioni (fra gli altri con Umbro, Hugo Boss, Topman, Iceberg). Molte volte premiato ai ‘British Fashion Awards’, colui che ha lavorato anche con Alexander McQueen è chiamato nel 2008 dal sarto britannico Dunhill, di cui diventa il direttore artistico, fino a quando non viene cooptato nel 2011 da Louis Vuitton.
 
Abituato a viaggiare sin dalla più tenera età, seguendo la propria famiglia in Ecuador, in Africa (Etiopia, Kenya, Tanzania e Botswana) e nei Caraibi, lo stilista nomade e curioso di tutto saprà sicuramente scrivere un nuovo capitolo appassionante della storia di Dior Homme, rivisitando i codici della casa francese con un certo spirito cool britannico combinato con un pizzico di esotismo.

Kris Van Assche saluta il pubblico al termine della sfilata da lui curata l'estate scorsa - © PixelFormula


Tutt’altro percorso è invece quello di Kris Van Assche. Originario di Londerzeel, cittadina fiamminga del Belgio in cui è cresciuto, e diplomatosi nel 1998 all'Académie Royale des Beaux-Arts di Anversa, lo stilista arriva, subito dopo il diploma, a Parigi per fare uno stage da Yves Saint Laurent. È la che incontra Hedi Slimane, che all’epoca guida le collezioni maschili della griffe, che seguirà da Dior Homme nel 2000.
 
Nel 2004 se ne va per creare il proprio marchio, ma è richiamato da Dior nella primavera del 2007 per acquisire la direzione della creazione maschile dopo la partenza di Hedi Slimane. Lo stilista belga, oggi 41enne, finirà per mettere in stand-by la sua maison nel 2015 per concentrarsi sulla linea di moda maschile di Dior.
 
Conosciuto per il suo stile minimalista e urban, che coniuga tradizione e modernità, Kris Van Assche ha trasformato l’uomo Dior in un decennio, esaltando con brio le sue due sfaccettature -tailoring e fashion-, riuscendo ad arricchire il guardaroba del brand con proposte di sportswear e vari accessori. Van Assche ha soprattutto consentito alla divisione maschile dell’azienda transalpina di accrescere l’ampiezza del proprio business.
 
“Saluto Kris Van Assche, che ha contribuito all'enorme crescita di Dior Homme creando una silhouette maschile contemporanea ed elegante. Ha scritto un capitolo importante della storia di Dior Homme e ha svolto un ruolo essenziale nel suo sviluppo”, commenta in un comunicato il nuovo PDG di Christian Dior Couture, Pietro Beccari.

Appena un mese fa, è stata annunciata anche la partenza di Serge Brunschwig, che dirigeva Dior Homme dal 2015, e che è stato nominato CEO di Fendi, succedendo a Pietro Beccari, il quale è invece passato a Christian Dior.

Sin da quando ha preso le redini della casa di moda, all'inizio di quest’anno, il manager italiano non sembra aver perso tempo e in tanti pensano che potrebbe riservarci altre sorprese. In effetti stanno aumentando le voci e le indiscrezioni riguardanti il possibile addio di Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica della Donna di Christian Dior dal luglio del 2016.

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