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Pubblicato il
9 apr 2013
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Damiani: focus sull'Asia e tanti progetti di aperture

Pubblicato il
9 apr 2013

Dopo le recenti aperture di fine 2012 dei flagship store di Nuova Delhi (all'Hotel Oberoi), Singapore (a Scotts Square), Città del Messico (al Department Store Palacio de Hierro Interlomas), Chengdu (nel department store Maison Mode), Tokyo e Yokohama (presso i department store Tobu e Takashimaya) e Mosca (in Stoleshnikov Pereulok, al civico 11/1), il Gruppo fondato a Valenza nel 1924 parla dei suoi progetti per il 2013.

Damiani, pubblicità per la collezione "D.Icon"


“Apriremo almeno 10 negozi nel corso dell'anno, due terzi a gestione diretta e un terzo in franchising, in tutto il mondo. Stiamo valutando se effettuare aperture anche come Rocca (la nostra catena multibrand). A gennaio ha inaugurato lo store di Suzhou in Cina (nel Suzhou Tower Shopping Mall) e poco dopo un altro punto vendita a Shanghai, su 2 piani e 150 mq., all'interno del Peninsula Hotel”, spiega a FashionMag.com il Presidente e AD Guido Damiani. Sono così saliti a 8 gli store Damiani nella regione Greater China, ma nei prossimi mesi il gruppo arriverà a 12 boutique nell'area; le prossime saranno inaugurate entro l'estate 2013 ancora a Shanghai e a Pechino.

La boutique di Suzhou, l'interno. Foto: Damiani


Dopo l'Italia, il 2° mercato di Damiani è il Giappone, dove il marchio italiano sta negoziando per aprire 2 di quelle 10 nuove boutique. Seguono le repubbliche ex sovietiche (con Russia, Kazakistan, Azerbaigian e Ucraina su tutte). “Abbiamo infatti boutique a Kiev e Odessa in Ucraina, ad Almaty e Astana in Kazakistan, a Baku in Azerbaigian e apriremo a breve in Kirghizistan, e i nostri gioielli sono distribuiti in tutta l’area. Entro poco tempo faremo il nostro ingresso sicuramente nelle Filippine, poi toccherà alla Malesia e abbiamo già un accordo in fase avanzata con un partner in Arabia Saudita”, dice il Presidente e AD.

La boutique di Suzhou, l'esterno. Foto: Damiani


“I segnali che abbiamo potuto percepire vanno in differenti direzioni”, nota Guido Damiani, “il wholesale italiano fa fatica, con il gioielliere italiano che è penalizzato a causa degli ultimi provvedimenti adottati (redditometro e limiti nell'uso dei contanti). Il nostro è un settore con tantissimo nero e tutto questo ci danneggia, anche perché tali misure non sono o non riescono ad essere dei deterrenti sufficienti”.

Entrando maggiormente nel dettaglio economico-finanziario, nei primi 9 mesi dell'esercizio 2012/2013, fino al 31 dicembre 2012, Damiani ha ottenuto ricavi da vendite e prestazioni per 107,5 milioni di euro
, con un fatturato per i 2/3 ottenuto in Italia e per 1/3 generato all'estero.

Damiani, due anelli della collezione "Anima".


Il gruppo motiva questi dati in calo rispetto all'anno precedente con l'implementazione di varie operazioni di razionalizzazione di alcuni processi aziendali, i cui benefici saranno percepibili solamente dall'esercizio 2013/14; per ora, se ne sono visti solamente i costi. Il risultato netto consolidato di competenza è stato negativo (-4,7 milioni di euro), ma in miglioramento rispetto ai -5,3 milioni conseguiti il 31 dicembre 2011. Le boutique monomarca Damiani gestite direttamente, in Italia e all'estero, nel loro complesso hanno ottenuto un incremento dei ricavi del 26%.

All'estero è l'Asia ad avere un grande sviluppo, con il brand che vi ha ottenuto una bella crescita nel canale retail. Considerando infatti i ricavi suddivisi per area geografica, il Giappone è cresciuto del 24,8% a tassi correnti (del 15,3% a tassi costanti), mentre l'Italia è calata del 12,9% in entrambi i dati; le Americhe invece hanno avuto un decremento del 27,1% a tassi correnti e del 33,5% a tassi costanti e il Resto del Mondo si è caratterizzato per una sostanziale stabilità (+0,7% a tassi correnti, che diventa -0,4% a tassi costanti), sempre nei primi nove mesi dell'esercizio 2012/2013 rapportati all'esercizio 2011/2012.

Damiani, pubblicità per la collezione "Regina Cleopatra"


Il Gruppo è presente attualmente in Italia e nei principali mercati mondiali con le proprie filiali operative, gestendo 48 negozi di proprietà e 32 in franchising, volutamente posizionati nelle vie più esclusive delle principali città del mondo ed è quotato dal 2007 alla Borsa italiana. Fondata da Enrico Grassi, nonno dell'attuale a Valenza (AL) nel 1924 Damiani, che con il marchio omonimo e principale del gruppo propone gioielli di medio-alta gamma, è anche un contenitore multibrand, grazie agli altri marchi di proprietà che coprono tutti i target di consumatori (Salvini, Alfieri & St. John, Bliss, Calderoni e Rocca 1794). Il valore del know-how e della storia di Damiani come eccellente espressione del Made in Italy nel mondo è testimoniato anche dal fatto che l'azienda piemontese ha vinto 18 Oscar Mondiali della Gioielleria (il primo nel 1976), il titolo come miglior gioiello con diamanti per design e realizzazione. Un record tuttora ineguagliato.

Gianluca Bolelli

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