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Pubblicato il
1 feb 2012
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CWF lancia un piano di ristrutturazione

Pubblicato il
1 feb 2012

Dopo l'abbandono della presidenza di CWF da parte di Chrystel Abadie-Truchet, il rappresentante dell'azionista dell'azienda di abbigliamento per bambini, insieme al team dirigenziale, aveva avviato un vasto piano di ristrutturazione e di cambiamenti organizzativi. Un progetto che in questi ultimi giorni è entrato in una nuova fase, con la presentazione al comitato d'impresa di un piano per la riduzione degli effettivi che coinvolge 150 persone (tutte nella sede di Herbiers, in Vandea) delle 910 che CWF impiega attualmente.

Secondo Francis Cukierman, presidente di CWF, uno dei dirigenti di Invus, consigliere del fondo Artal, azionista di CWF, si tratta di adattare la struttura all'evoluzione dei consumi, soprattutto nei Paesi dell'Europa Meridionale dove CWF è molto rappresentato, ma anche di adattare il personale dell'impresa alla nuova organizzazione.

L’azienda precisa inoltre che sarà istituito un piano di salvaguardia dell'occupazione e sottolinea anche la sua volontà di offrire dei trasferimenti all'interno del gruppo, se questo è possibile.


Una boutique Atelier de Courcelles a Londra

Infatti, CWF è impegnata da poco più di sei mesi in un'ampia ristrutturazione dell'azienda che porterà da un'organizzazione orizzontale con, per esempio, una direzione artistica che supervisionava la totalità dei marchi, a un'organizzazione suddivisa per business unit. Ciò significa che, adesso, "ogni brand ha il suo responsabile, con i suoi team, e la responsabilità di guidare il prodotto giusto al giusto prezzo, al posto giusto, nel momento giusto", spiega Francis Cukierman. Ognuno dei responsabili di marca lavorerà in parallelo con i servizi comuni: commerciale-marketing, supply chain, sourcing, relazioni umane, ecc.

Contemporaneamente, la struttura a monte dell'azienda, secondo la direzione, era pesante e complicata, con molte andate-ritorni per lo sviluppo prodotto tra la sede di Herbiers e i fornitori. “Non era infrequente”, sottolinea il presidente di CWF, “che un prototipo fosse elaborato nella sede di Herbiers, partisse verso il fornitore, tornasse ad Herbiers e poi ritornasse dal fornitore. Questa frammentazione dei compiti alla fine era diventata un'operazione molto costosa”.

Ora la nuova organizzazione distingue i prodotti a forte valore aggiunto, i cui prototipi continueranno ad essere elaborati ad Herbiers, dagli altri, che saranno trattati presso i fornitori. "Senza modificare ovviamente la qualità e lo stile, bisognava tagliare fuori delle tappe per arrivare a prezzi più bassi”, puntualizza Francis Cukierman. Fino ad oggi, i prodotti a grande e piccolo volume per i marchi di lusso, come per il lifestyle, erano trattati nello stesso modo".

Per il presidente di CWF, questa riorganizzazione si è resa necessaria per permettere all'azienda di resistere alla situazione economica e in ultima analisi, per svilupparsi. Peraltro, sempre secondo il massimo dirigente, essa comincia già a produrre i suoi effetti. “Abbiamo, cominciato, in questa stagione, a prendere gli ordini un mese e mezzo prima del periodo precedente. A partire dal 1° dicembre, mentre prima accadeva verso il 15 gennaio”, sottolinea Francis Cukierman. “Ciò significa un lancio della produzione anticipato, delle consegne anch'esse anticipate, ecc. Tutto questo comporta anche una riduzione del magazzino, con una diminuzione dello stock residuo dal 20% al 10% a partire da questa estate 2012”.

CWF sta anche lavorando su un nuovo sourcing in Asia. A tal fine, attraverso il suo più recente partner azionista, il fabbricante Sun City, il produttore di abbigliamento bambino di Herbiers ha insediato una base a Shanghai con l'obiettivo di gestire una serie di stabilimenti in Cina. "Anche in questo caso, non si trattava di modificare la qualità dei prodotti”, rimarca Francis Cukierman. “Ma non era normale che i prodotti più semplici fossero realizzati nelle stesse fabbriche dove si creano i prodotti più elaborati".

CWF ha realizzato l'anno scorso quasi 158 milioni di euro di giro d'affari, dato stabile rispetto al 2010. Circa l'80% di questo fatturato è stato realizzato in Europa e il restante 20% in Asia. “In Europa, la Francia, l’Italia, la Spagna, l'Inghilterra e gli altri Paesi europei pesano ciascuno per circa il 20% sulle vendite realizzate sul Vecchio Continente”, precisa Francis Cukierman. “Bisogna ammettere che i consumi dei Paesi del Sud Est sono in contrazione. Contemporaneamente, abbiamo una forte domanda in Medio Oriente, in Asia e in Russia”.

La società ha sviluppato un concept retail, 'Atelier de Courcelles', che conta oggi una quindicina di punti vendita. Sono gestiti in proprio i negozi di Avenue Victor Hugo a Parigi, due unità a Londra (a Westfield) e un punto vendita a Milano. Tre negozi partner apriranno prossimamente in Medio Oriente. Francis Cukierman riscontra una notevole richiesta di aperture di punti vendita nei Paesi emergenti. "Lavoriamo su una strategia di distribuzione in Cina. Stiamo parlando soprattutto con alcuni gruppi", sottolinea il presidente di CWF.

L’obiettivo dell'azienda produttrice di abbigliamento bambino è anche di far evolvere, per la stagione estiva 2013, il concept 'Atelier de Courcelles' mantenendo il suo aspetto lussuoso, ma rendendolo "più bambino". Le attività retail e wholesale sono già state ben differenziate in modo da lavorare molto di più con quantità limitate di materie prime sulla parte retail.

Jean-Paul Leroy (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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