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AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
21 ago 2018
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Crocs chiude i suoi ultimi siti produttivi, anche quello italiano

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
21 ago 2018

Crocs, il marchio statunitense che produce i famosi zoccoli in materiali plastici multicolori, sta chiudendo i suoi ultimi due siti produttivi diretti, in Messico e in Italia (quest’ultimo a Maserà, in provincia di Padova), allo scopo di migliorare la redditività e di concentrarsi sullo sviluppo della sua attività online. La società con sede a Niwot (Colorado), che controlla 400 negozi nel mondo, andrà ad esternalizzare la produzione subappaltandola a terzi “producendo in Paesi dove i costi sono più bassi, tra cui Bosnia, Cina e Nicaragua. Nel sito padovano dovrebbero invece restare le attività di Ricerca e Sviluppo, Design, Progettazione e Commercializzazione”, si legge sul sito Polimerica.

Crocs chiude i suoi ultimi due siti produttivi - Instagram: @crocs


“In connessione con gli sforzi in corso per semplificare il business e migliorare la redditività, l’azienda ha chiuso, nel corso del secondo trimestre, il suo sito produttivo in Messico e ha deciso di chiudere la sua ultima unità di produzione, situata in Italia”, ha scritto Crocs in un comunicato pubblicato un paio di settimane fa, in occasione della pubblicazione dei suoi risultati trimestrali.
 
Una storia già vista più volte: per massimalizzare i profitti, un’azienda decide di spostare la produzione dove le conviene di più. La fabbrica veneta di Crocs è quella della Exo Italia, società “nata nel 1993 a Rubano, sempre nel padovano, che nel 2002 si trasferì a Maserà per essere acquisita nell’estate del 2006 dalla Crocs, che scelse di trasferire a Maserà il suo ufficio stile”, precisa l’edizione online del Mattino di Padova. Saranno licenziati 56 dipendenti della Exo su 90. I sindacati promettono battaglia.

Lo stabilimento messicano interessato dal provvedimento si trova invece a Stiva de León (Guanajuato) e vi lavoravano 700 persone.
 
Crocs ha comunque tenuto a rassicurare i propri fan, tra i quali Michelle Obama, che aveva espresso inquietudine sul futuro del brand: “FALSO ALLARME! Non scompariamo”, ha scritto il gruppo sul suo account Twitter.
 
La compagnia ha appena assunto nel ruolo di direttore finanziario Anne Mehlman, un’ex dirigente del sito di calzature online Zappos.com, di proprietà di Amazon. Anne Mehlman comincerà ad esercitare le sue nuove funzioni il prossimo 24 agosto.
 
Il gruppo ha chiuso 28 negozi fisici nel corso del secondo trimestre e gestisce ormai solo 400 punti vendita in tutto il mondo. Un’operazione che rientra nella strategia annunciata all’inizio di quest’anno, che mira alla chiusura di oltre cento punti vendita. Queste misure sono costate al gruppo 22 milioni di dollari di entrate nel secondo trimestre.
 
Utile quasi raddoppiato
 
Crocs non ha fornito dettagli sul futuro dei dipendenti colpiti dalla ristrutturazione, limitandosi a dire che ha già iscritto dei costi aggiuntivi nei propri conti del secondo trimestre e che lo farà nuovamente nei prossimi mesi.
 
Questi oneri specifici, che comprendono delle indennità di licenziamento, sono pari a 7,1 milioni di dollari.
 
Nel complesso, il gruppo sta andando bene, avendo realizzato un utile netto di 30,4 milioni di dollari, e cioè circa il doppio rispetto al secondo trimestre del 2017 (18,1 milioni). Il suo fatturato è aumentato del 4,7% in un anno, a 328 milioni di dollari. L’incremento è del 2,3% se si escludono gli effetti dei cambi.
 
Nel dettaglio, l’e-commerce ha visto crescere i ricavi del 23,8%, mentre le vendite all’ingrosso sono aumentate del 7,2% e le vendite al dettaglio a negozi comparabili del 7,1%.
 
Altro segno che la situazione non è allarmante, Crocs ha comprato circa 6 milioni di dollari di azioni proprie nel secondo trimestre e prevede di acquistarne altri 307 milioni in futuro.
 
Il riacquisto di propri titoli azionari costituisce per una società un modo indiretto di premiare i propri azionisti, perché aumenta il prezzo delle azioni.
 
Creato nel 2002, Crocs ha attraversato dei periodi difficili di recente, tanto che nel 2013 ha dovuto essere salvato dal fondo statunitense Blackstone, il che ha permesso all’azienda di accentuare la propria diversificazione. I sandali di plastica sono stati adottati in particolare dal personale ospedaliero.
 
Il marchio ha anche collaborato nel 2017 con la firma d’alta moda Balenciaga per produrre una versione a zeppa alta delle Crocs, battezzata “Foam” (“Schiuma”).

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