×
624
Fashion Jobs
FOURCORNERS
Product Marketing Manager - Fragranze
Tempo Indeterminato · MILANO
MIROGLIO FASHION SRL
Digital Marketing Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
NEIL BARRETT
Logistic And Customer Service Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
THUN SPA
HR Business Partner Corporate
Tempo Indeterminato · BOLZANO
RANDSTAD ITALIA
Sales Developer
Tempo Indeterminato · COMO
ANONIMA
Commerciale Senior
Tempo Indeterminato · CREMONA
MIROGLIO FASHION S.R.L.
Digital Marketplace Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
UNIGROSS SRL
Jobdesk Buyer Import
Tempo Indeterminato · CITTÀ SANT'ANGELO
SLOWEAR SPA
Retention Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
SLOWEAR SPA
Omnichannel Merchandising Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
CWF - CHILDREN WORLDWIDE FASHION
Wholesale Coordinator H/F
Tempo Indeterminato · MILANO
CAMICISSIMA
E-Commerce Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
e Commerce Manager- Accessori e Calzature
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Creative & Product Director
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Buyer Rtw Woman
Tempo Indeterminato · MILANO
METARISORSEUMANE
Junior Sales Manager B2B – Contract
Tempo Indeterminato · LIONE
COMUNELLO & ASSOCIATI SRL
Business Developer
Tempo Indeterminato · MILANO
SIDLER SA
Emea Marketing Manager / Luxury Field / Milan
Tempo Indeterminato · MILANO
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Global Client Experience Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
FOURCORNERS
Analista Funzionale - Omnichannel IT Solution Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
GUCCIO GUCCI S.P.A.
Gucci Qualitative & Quantitative Research Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
AMINA MUADDI
Product Manager
Tempo Indeterminato · PARIGI
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 giu 2018
Tempo di lettura
4 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Craig Green al Pitti Uomo: una scena del crimine in un giardino toscano

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 giu 2018

Craig Green ha offerto un momento alla “Rashomon” nella sua sfilata serale del 14 giugno al Pitti Uomo 94. Una riflessione sulla relatività della verità e sul modo in cui persone diverse possano ricordare lo stesso episodio (specialmente se si tratta di un crimine) in modi radicalmente diversi, proprio come nel film capolavoro del 1950 di Akira Kurosawa.

Craig Green - PE 2019 - Menswear - Firenze - © PixelFormula


Green è il designer di moda maschile che a livello concettuale ha dominato la scena londinese degli ultimi anni. In Gran Bretagna, sfila spesso sotto gli umidi archi di mattoni di una linea ferroviaria nella zona sud di Londra. In Italia, ha portato il suo pubblico di giovedì sera nel più famoso parco toscano: il Giardino di Boboli sui colli sopra Firenze.
 
“Volevo prendere una bellissima location fiorentina molto famosa e darle il nostro tocco più dark. Come una vera scena del crimine”, ha affermato sorridendo Green nel post show, parlando nell’angolo di un bosco scuro.

In un allestimento che ricordava una struttura industriale hanno sfilato 41 look, 5 dei quali per Nike. Green ha usato una tavolozza di 12 colori, aprendo con quelli che ha chiamato “angeli moderni”: modelli in camici chirurgici rifiniti con corde da scalata e cravatte; poi ha attaccato dei telai di legno ad alcuni di questi membri del personale ospedaliero, quasi ad incorniciarli, come fossero aureole o sagome surreali.
 
“Stavo pensando al modo in cui la polizia disegna profili di gesso di cadaveri dopo un omicidio non ancora risolto”, ha ridacchiato malizioso.
 
Mentre molti dei più begli edifici di Firenze sono noti per la loro rigorosa simmetria, il Giardino di Boboli è conosciuto per essere caratteristicamente più selvatico e naturale.
 
La sfilata di questa collezione ha rappresentato un momento significativo: è la prima volta che un designer realizza uno show a Boboli, dopo che Gucci ha dato il via al progetto di recupero e restauro dei giardini che gli costerà due milioni di euro.

Craig Green - PE 2019 - Menswear - Firenze - © PixelFormula


Un anno fa, a Londra, Green mostrò immense tuniche di cotone a doppio strato, multi-cucite insieme, come nella corsetteria del XVIII secolo, e realizzate in stampe floreali astratte. Il suo show fu sciamanico e paradisiaco. Invece nel giugno del 2016, ha presentato un gruppo di nomadi himalayani in giacche imbottite e coperte tagliate in modo da diventare dei lunghi parei, sormontate da finti cappelli da sci; nonché un quartetto di vagabondi in stile nepalese in giacche e pantaloni tagliati fino alla coscia stile Mao e tutti trapuntati. Lo stilista chiamò quella collezione “pellegrinaggio inesplorato”.
 
Ma al Giardino di Boboli ha mostrato completi plissettati sovrastampati con profili grafici, quasi nello stesso modo in cui le statue sono incorniciate dalle siepi che circondano il giardino fiorentino. Il suo finale è stato formidabile: originalissimi caftani funky con tripla stampa che diventeranno certamente un must da avere per i fashionisti. L’impressione è che li vedremo copiati almeno mille volte. 
 
Sfilare al Pitti segna un momento determinante nella carriera di ogni giovane designer; una vera chiave di volta di un percorso personale.
 
Oltre alle idee di vera avanguardia che ha mostrato sulle passerelle londinesi, Green produce anche una collezione di base il sui nucleo è costituito da pezzi più pratici per tutti i giorni, che ora rappresenta il 75% dei ricavi della sua giovane casa di moda. Dopo Firenze, Green andrà a Parigi, dove dirigerà personalmente le vendite nel suo showroom francese.
 
Green è stato impegnato anche a Milano. In febbraio è stato uno dei sette designer scelti per lavorare al progetto di Moncler “Genius Building”. In settembre, svelerà la sua seconda serie di idee per “Genius”. Ha anche sviluppato una linea di scarpe con l’azienda britannica Grenson, con suole di gomma (realizzate dall’italiana Vibram) in stile anfibio e fatte in modo da sembrare uscite da un unico stampo, ispirate a quelle dei soldatini giocattolo
 
Al di fuori della moda, Green ha disegnato i costumi per il film di Ridley Scott “Alien: Covenant”, uscito lo scorso anno, i quali erano basati sulla sua collezione del 2015 ricca di jersey intrecciati e mutandoni alla moda.

Craig Green - PE 2019 - Menswear - Firenze - © PixelFormula


Nato a Londra, Green è stato considerato un predestinato alla grandezza quasi da subito, vincendo il premio di miglior stilista britannico di abbigliamento maschile nel 2016, quattro anni dopo essersi laureato alla Central Saint Martins. È stato anche finalista del Prix LVMH.
 
I suoi vestiti ora sono venduti un po’ dappertutto, da Barneys e Bergdorf Goodman a NYC fino a Dover Street Market, alle Galeries Lafayette e a Mr Porter.
 
A differenza della maggior parte dei giovani designer invitati a sfilare a Firenze, Green non ha organizzato la tradizionale anteprima per i critici dei giornali italiani – che sono molto influenti da queste parti. In effetti, le sue idee sembrano evolversi fino all'ultimo minuto prima dell’inizio di ogni suo show.
 
Idee che sono anche già state incluse nelle mostre del Metropolitan Museum of Art "China: Through the Looking Glass” e “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic imagination”.
 
Anche questi look saranno ammirati in un museo un giorno. In breve: abbiamo assistito a un trionfo della moda a Firenze, grazie ad un artista londinese sempre più apprezzato. 

Copyright © 2021 FashionNetwork.com Tutti i diritti riservati.