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Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 feb 2018
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Coach: un incisivo Stuart Vevers reinterpreta il sogno americano

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 feb 2018

L’ultima collezione di Stuart Vevers per Coach ha rappresentato una potente affermazione di stile da parte dello stilista britannico, bravo a saper tastare veramente il polso culturale della gioventù americana di oggi.


Coach - Fall-Winter2018 - Womenswear - New York - © PixelFormula



Si parla di realizzare il proprio sogno americano. Vevers ha lasciato Loewe tre anni fa con la fama del talento rispettato, capace di ricablare il DNA del principale marchio spagnolo di moda. Oggi invece è uno stilista-rockstar – che ha saputo trasformare Coach in un incisivo marchio must-have. Lo stilista riesce a creare vestiti commercialmente validi, ma nel contempo dotati di un tocco artistico in più.
 
Quel punto giusto, di equilibrio ideale nel mondo fashion che, non c'è dubbio, aiuta ad avere un grosso budget, che Stuart ha speso in questa stagione per un altro imponente set costruito a Basketball City sull’East River, creando una foresta interna vagamente inquietante, piena zeppa di sentieri fangosi e foglie sbiadite. L’ambiente ideale per questa sua proposta di moda dark e bohémien.

Sulle strade urbane del prossimo autunno, la ragazza Coach indosserà abiti con stampe da bandana; stivali da cowboy con rivetti; blazer in stile ranch; e giacche da rodeo frangiate. Tutto accessoriato al massimo con anelli di vari tipi; e poi ciondoli di piume; pietre taoiste; e cinture di pelle intrecciate a mano.
 
In sintonia con lo spirito della sfilata, i ragazzi esibivano tutti un atteggiamento menefreghista e sprezzante, tirati a lucido per qualche after-party da affrontare con trench western, felpe firmate, giacche di montone preziose ed eleganti e…strani pantaloni da running, giusto per mantenere le cose sufficientemente cosmopolite. Tutto questo con lo splendido styling del veterano Karl Templer in un bellissimo set creato da Stefan Beckman. Anche il tempo è stato a favore di Vevers, visto che fuori dallo show un gruppo di giovani artisti eseguiva un murale in stile manga nell’East Village per i fashion addicted che transitavano nelle vicinanze.
 
Vevers ha anche preparato tantissimi prodotti; una strategia vitale per quello che ancora oggi è essenzialmente un marchio di valigie. I suoi zaini in pelle lavorata a mano con lacci, spesso accompagnati da borsellini, marsupi, clutch e portafogli abbinati, sembravano tutti fantastici.
 
“Un fascino spettrale: durezza gotica e soprannaturale per un romanticismo contorto, oscuro …. Esplorando la tensione fra New York City e il Southwest statunitense. La natura trasposta in città crea un nuovo vocabolario”, ha scritto Vevers nelle sue note al programma. Vestiti che sarebbero perfetti per essere indossati nei paesaggi leggendari della regione dei Four Corners, l’unico punto del territorio degli Stati Uniti in cui quattro stati si toccano: Arizona, New Mexico, Utah e Colorado. L’unica cosa che mancava erano Gary Cooper e Grace Kelly.
 
Insomma, un’altra incisiva e significativa affermazione di stile da parte di quest’uomo del Nord dell’Inghilterra trasportato nel West Village. Possiamo parlare di una netta vittoria della moda con la M maiuscola.

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