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Pubblicato il
11 mar 2017
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CNCC: al 2° Legal Forum di Milano focus sugli aspetti legali, sociali e di multicanalità dei centri commerciali odierni

Pubblicato il
11 mar 2017

La Commissione Consultiva Legale di CNCC (ultima nata tra le Commissioni del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, che si compone di 27 tra avvocati e responsabili di uffici legali interni sia di aziende retailer che di società immobiliari) ha presentato per il secondo anno consecutivo il Legal Forum “I Centri Commerciali tra opportunità e regole: quali diritti?”, giovedì 9 marzo in Via Cino del Duca a Milano, presso Palazzo Visconti. Obiettivo della conferenza è stato quello di offrire ad avvocati, giuristi d’impresa, leasing manager e operatori del settore, una panoramica delle novità e criticità legali attinenti alla filiera del comparto dei centri commerciali.

Un momento del forum - CNCC


In apertura dei lavori Luigi Croce, Partner NCTM Studio Legale Associato e Coordinatore della Commissione Consultiva Legale CNCC, ha affermato che: “L’obiettivo del Legal Forum è di costituire un’occasione di confronto sui temi più attuali, un aggiornamento puntuale e continuo dal taglio decisamente operativo, per fornire al giurista strumenti concreti in grado di consentire di affrontare le sfide quotidianità, stimolando il dibattito tra i vari interlocutori”.
 
Lungo questa linea, e con riferimento a temi quali multicanalità e formule contrattuali che possano adattarsi alle nuove esigenze del settore, ci si è mossi nella prima parte del convegno; ad esempio, particolare attenzione è stata dedicata alla tematica delle normative sulla privacy, e di come queste possano convivere con canali di vendita non tradizionali che si stanno affermando sempre di più nell’evoluzione del moderno centro commerciale – si pensi ad esempio alle tecniche di geolocalizzazione dell’acquirente in prossimità degli store.

Sempre nella prima parte dei lavori sono state analizzate le criticità legali che operatori e giuristi si trovano ad affrontare quotidianamente nella sfida che la multicanalità rappresenta, riflettendosi sui contratti e sulle tipologie dei canoni di locazione. Cambiano i modelli di business e conseguentemente anche i relativi schemi contrattuali che via via si stanno imponendo sui vecchi canoni di gestione, con tutte le criticità che ne derivano - ad esempio è stata trattata la delicata questione delle clausole di co-tenancy e occupancy.
 
La seconda parte del Forum è stata invece dedicata a tematiche legali di più ampio respiro, che coinvolgono un’altra tipologia di interlocutori quali Enti e Autorità (ad esempio l’Agenzia del Demanio). Se ne è parlato nella tavola rotonda conclusiva “Valorizzazione e riqualificazione immobiliare: quali targets nell’ambito dei nuovi modelli urbani”, focalizzata anche sul ruolo “sociale” del centro commerciale come luogo di ritrovo e aggregazione oltre che punto di riferimento per la comunità, in grado di valorizzare ormai non solo la periferia ma, come dicono i nuovi trend di sviluppo, anche il centro città.
 
Secondo Francesco Ruffino, avvocato dello Studio Legale Frau Ruffino Verna: "I tempi sono maturi per superare i dubbi circa la qualificazione dei contratti di utilizzo (locazione o affitto di ramo d'azienda) degli spazi all'interno dei centri commerciali e per immaginare una nuova normativa ad hoc per tali spazi".

Un momento del forum - CNCC


Alessandro Barzaghi, LL.M. Partner di Cocuzza & Associati Studio Legale, ha aggiunto: "Nel periodo recente si sono viste alcune sentenze interessanti […]  In particolare una recente sentenza della cassazione, parla nello specifico del mondo dei centri commerciali e rappresenta un buono spunto di riflessione su cosa sia questa industria e su cosa si possa ipotizzare per migliorare le forme contrattuali utilizzate attualmente".
 
Per Ada Lucia De Cesaris, Partner di NCTM Studio Legale Associato, "l'evolversi delle esigenze commerciali da una parte e territoriali dall'altra, richiede di ripensare al sistema regolamentare inerente l'autorizzazione dei centri commerciali, siano essi medie o grandi strutture. Questa stessa distinzione non risponde più oggi alle esigenze reali, bisogna pensare che i centri commerciali possono essere una leva per la riqualificazione e il riuso dei luoghi abbandonati e in disuso, per la rivalutazione dei centri storici e per la creazione di nuove socialità".
 
Enzo Danesi, Presidente di CDS Holding ha concluso i lavori sostendendo che: “È importante focalizzare dove dovranno essere realizzate le prossime strutture commerciali. Noi vogliamo dare ai nostri clienti alcuni vantaggi, ad esempio dev'essere possibile per loro raggiungere a piedi, in bici o con i mezzi pubblici i centri commerciali. Parliamo di strutture da 20/25 mila mq., non più di 90/95 mila, ma che abbiano tutto lo stretto necessario, l'indispensabile per soddisfare le esigenze dei clienti. Stiamo studiando i bacini d'utenza più popolosi, più importanti (ad esempio Verona e Roma) e il nostro obiettivo è di riqualificare strutture esistenti come vecchi magazzini dismessi o immobili pubblici in disuso dentro le città".

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