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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 lug 2017
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C.P. Company torna al successo

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
27 lug 2017

C.P. Company torna al centro delle scene. Il marchio di sportswear fondato nel 1975 dallo stilista Massimo Osti è stato comprato a fine 2015 per il 95% dal gigante cinese Tristate Holdings Limited, con sede a Hong Kong, che lo ha rilevato dal precedente proprietario da 5 anni, il gruppo FGF di Enzo Fusco. Da quel momento ha visto crescere le proprie vendite del 50% di stagione in stagione e prevede di raddoppiare il fatturato nel 2017.

La famosa "Goggle Jacket" - cpcompany.com


Il brand italiano, che s’ispira al mondo militare e a quello dell’abbigliamento da lavoro, cavalca l’onda dell’attuale popolarità dell’abbigliamento sportivo e del vintage presso le generazioni più giovani; in particolare sfrutta la loro attrazione e curiosità verso le marche degli anni ‘80 e ‘90. Inoltre si distingue per il suo costante lavoro di ricerca e per i prodotti innovativi, come nel caso della tecnica "Garment Dyed" di tintura sui capi finiti.
 
“Ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto e siamo riusciti a ricreare un marchio originale. Abbiamo sempre lavorato con una grande clientela rimastaci fedele, ma negli ultimi tempi abbiamo guadagnato una nuova generazione di clienti, di età compresa fra i 15 e i 25 anni, che preferiscono vestirsi in maniera più personale e vogliono farlo indossando marchi di ricerca, come il nostro”, spiega a FashionNetwork.com Lorenzo Osti, il figlio del fondatore, che ha acquisito una quota del 5% dell’azienda e ne supervisiona il marketing e l’immagine.

“Siamo stati particolarmente sorpresi dall’accoglienza ricevuta in Francia, dove siamo distribuiti da Robert Dodd. Il marchio è un grande successo in questo Paese, che tuttavia non è il nostro mercato di riferimento”, prosegue.
 
C.P. Company attrae soprattutto per il suo spirito innovatore. Una caratteristica che ha potuto mantenere e addirittura rafforzare con Tristate. Questo importante produttore e distributore di sportswear di lusso in Cina ha messo a disposizione le sue fabbriche e il laboratorio di Hefei, a due ore da Shanghai, mantenendo lo sviluppo dei prototipi e la fase della tintura in Italia, a Padova. Inoltre ha conservato la precedente direzione creativa composta da Paul Harvey e Alessandro Pungetti, e anche Stefano Polato, storico direttore del prodotto di C.P. Company.

C.P. Company ha saputo piacere a una clientela di età più giovane - cpcompany.com


“Tristate ci ha dato i mezzi per investire nella ricerca e beneficiare della sua incredibile piattaforma tecnologica industriale. Così abbiamo potuto inserire un sacco di novità, soprattutto nelle ultime due collezioni, con l’introduzione di nuovi materiali, la messa a punto di una tecnica senza cuciture che utilizza gli ultrasuoni, ecc. In ogni stagione sviluppiamo dai quattro ai cinque nuovi tessuti”, sottolinea il direttore marketing.
 
Oggi, il marchio C.P. Company è distribuito principalmente attraverso una rete di 500 clienti multimarca. Possiede anche 5 negozi monomarca in Corea del Sud, aperti su licenza, e un negozio in proprio a Londra, nel quartiere di Soho. Il suo primo mercato è in effetti il Regno Unito, seguito da Italia, Francia, Benelux, Germania e Asia.
 
“Vogliamo sviluppare dei corner nei grandi magazzini e per il 2018 abbiamo previsto di aprire un negozio più grande a Londra e uno a Milano”, conclude Lorenzo Osti.

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