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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 giu 2017
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3 minuti
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Birkenstock si è presentato con eleganza e leggerezza alle Tuileries

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
28 giu 2017

Se c’è un brand che ha dato un’impressione forte di sé lo scorso weekend, questo è stato Birkenstock, il famoso produttore tedesco di calzature che da tempo ha avviato un’ampia brand extension, il quale ha organizzato un garden party e un’elaborata presentazione che ha captato il meglio dei trend della moda maschile.

Birkenstock, primavera-estate 2018Instagram: Birkenstock - Instagram: Birkenstock


“Fondamentalmente, sono qui per offrire i drink!” ha scherzato Oliver Reichert, CEO di Birkenstock, all’interno di un padiglione di legno e ferro battuto, personalizzato su misura per il marchio, dentro al Giardino delle Tuileries, dove le modelle e i modelli sfilavano con le ultime calzature prodotte dal gruppo.
 
“Ci sono solo due posti rilevanti nel mondo in cui essere presenti come brand – New York e Parigi. Non possiamo fare nulla in confronto a Chanel o Dior, no! Né le persone si aspettano questo da noi. Così, il nostro ruolo è di creare qualcosa del genere; bersi un drink e lasciare che la gente ammiri la nostra grande varietà di prodotti”, ha spiegato.

A fianco dei modelli si trovava una tavola lunga 40 metri completamene ricoperta di calzature: dal modello classico a due strappi “Arizona”, declinato in pellami metallizzati dorati, cromati o argentati, al famoso zoccolo “Boston”, rivisitato in peltro glitterato; fino alla più cool di tutte, il modello “Gizeh Eva” con il suo strappo frontale, nei colori blu, rosso e giallo.
 
Birkenstock ha lavorato anche con grandi nomi, come Heidi Klum, ma Reichert ha tenuto a sottolineare che l’evento organizzato a Parigi non lasciava presagire molte collaborazioni con delle icone della moda...
 
“Siamo nel campo della moda come un marchio “da backstage”, luogo in cui tutti indossano delle Birkenstock – fotografi, truccatrici, parrucchieri, direttori artistici”, ha precisato il robusto Reichert, nato a Monaco di Baviera, il quale, insolitamente per un tedesco, preferisce il rugby al calcio.
 
Reichert è il primo non membro della famiglia a dirigere Birkenstock, marchio fondato da Johan Adam Birkenstock nel lontano 1774. I suoi eredi hanno sviluppato le prime solette sagomate, ed i loro sandali con plantare di sughero sono diventati estremamente popolari dopo la Seconda Guerra Mondiale fra i soldati tornati dal conflitto, grazie al loro supporto ortopedico. Anche se il marchio ha effettivamente cominciato a decollare solo alla fine degli anni '60, quando gli hippie e la Flower Power Generation hanno adottato i sandali come simbolo della controcultura.
 
Birkenstock ora vende poco meno di 30 milioni di paia all’anno. Reichert ha comunicato che i ricavi annuali del brand ammontano a oltre mezzo miliardo di euro, e che “rimaniamo altamente redditizi”. Dieci anni fa le vendite annue di Birkenstock erano solo di 120 milioni di euro….
 
Dalla sede di Neustadt, al di là del Reno dalla parte di Bonn, Birkenstock produce praticamente tutto in Germania, vantando oltre 3.800 dipendenti. 

Oliver Reichert


“I nostri stock sono esauriti per quattro anni. Esauriti! Sold out!”, ha esclamato con entusiasmo il massiccio tedesco, che indossava jeans grigi usurati, una camicia nera e un classico paio di “Arizona”, anche se con fibbie in oro massiccio create dalla leggenda dell’oreficeria Patrick Muff.
 
“Non siamo qui per promuovere noi stessi, ma per celebrare con un party e uno show le nostre collezioni. Abbiamo 1.800 stili, perciò anche se a vostra moglie o fidanzata non piace  Birkenstock, sono sicuro che potrà trovare qualcosa che apprezzerà. Siamo sempre alla ricerca di nuove idee. Qualcuno ci ha suggerito di lavorare con la pelle di un pesce brasiliano e ora facciamo anche questo. Siamo posizionati nei negozi giusti. La nostra ultima consegna a Colette si è esaurita in tre ore. Siamo sempre esposti nelle zone top dei grandi magazzini”, si entusiasma Reichert, un ex dirigente di una televisione sportiva che è stato assunto da un head hunter nel 2009.
 
Il suo primo incarico fu quello di risolvere una serie di conflitti e lotte intestine tra i membri della famiglia, fin quando nel 2013 ha creato una nuova struttura societaria.
 
“All’inizio ho dovuto soffrire con la famiglia Birkenstock, perché era come muoversi in una zona di guerra. I primi 5 anni li ho passati lavorando per chiarire questa situazione problematica tra i fratelli e il padre. Poi, finalmente, si è ricominciato a ragionare, la situazione si è calmata e abbiamo potuto prendere delle decisioni. E oggi siamo qui a festeggiare a Parigi!”, ha concluso Reichert con una delle sue risate profonde e gutturali.
 
Versione italiana di Gianluca Bolelli

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