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Pubblicato il
22 gen 2012
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Berluti: una prima presentazione molto show off e delle grandi ambizioni

Pubblicato il
22 gen 2012

Tutto l'establishment di LVMH si è riunito la sera di venerdì 20 gennaio all'Accademia delle Belle Arti per il battesimo ufficiale della prima collezione di prêt-à-porter maschile firmata Berluti. C'era tanto “bel mondo”, tanta “beautiful people” a salutare il debutto di un nuovo capitolo della storia imprenditoriale di questa autorevole maison, fondata nel 1895 e finora dedicatasi alla sua vocazione originaria, quella di produrre di calzature di alta gamma, preferibilmente su misura. L'azienda, acquistata da LVMH nel 1993, oggi diretta da Pietro Beccari, presidente, e Antoine Arnault (figlio di Bernard), direttore generale, ostenta grandi ambizioni e, per tradurle in realtà, l'ex direttore del progetto Z Zegna, Alessandro Sartori, è approdato alla casa di moda l'estate scorsa in qualità di direttore artistico.


Una modernità elegante per la prima collezione di Alessandro Sartori per Berluti (Foto: Pixel Formula)

Il guardaroba proposto risponde all'esigenza, come spiega lo stilista stesso, di «fare di Berluti un vero marchio di haute couture maschile». Impostazione artigianale (Sartori ha fatto lavorare degli atelier italiani selezionati uno per uno per il loro know-how), dettagli estremamente curati, materiali pregiati (cachemire, alpaca, mohair, seta), si è pensato a tutto perché Berluti diventi il nuovo brand-feticcio del lusso maschile, segno di un'eleganza senza tempo e con una sua firma caratteristica.

«Ci mancava un brand di fascia alta esclusivamente dedicato all'uomo» ha puntualizzato Antoine Arnault. «Si trattava di una lacuna da colmare con urgenza, visto che il segmento dell'Uomo rappresenta al momento il 50% del mercato mondiale del lusso ed è in piena espansione. La distribuzione inizierà presto, e in sintonia con le aspirazioni della maison, con l'arrivo della collezione dalla prossima primavera, che sarà inizialmente proposta in 3 delle nostre 35 boutique, a Parigi, Tokyo e Shanghai».


Una presentazione basata su dei tableaux vivants (Foto: Pixel Formula)

Arnault poi prosegue: «Prevediamo una progressiva espansione della distribuzione con l'acquisizione di nuovi punti vendita nei prossimi 4 anni. Ugualmente, raddoppieremo la dimensione media di quelle esistenti in un periodo di 4-5 anni» ha spiegato il direttore generale. Nel frattempo, Berluti ha ripreso sotto il proprio controllo le sue boutique in Cina, che erano in franchising.

Oltre ad una nuova sede, in un palazzo di rue du Faubourg Saint Honoré che ospiterà anche uno studio creativo, si parla anche di un grande flagship parigino, un'indiscrezione che Antoine Arnault non smentisce: «Un nuovo store a Parigi? Perché no!».

La presentazione di venerdì, orchestrata da tableaux vivants (fra i quali uno che metteva in scena attorno a un'enorme tavola preparata per un banchetto un gruppo di modelle occupate a lustrare delle scarpe sublimi), ha permesso agli invitati di apprezzare delle silhouette longilinee, che sembrano richiamare le sculture di Alberto Giacometti, artista caro a Sartori, e uno spirito di lusso classico e hand-made anche per i capi più informali. Arnault junior ha anche voluto precisare la sua volontà di continuare a rispettare l'eredità culturale della Maison per far propria, nel futuro stile Berluti, l’epopea che l'azienda ha saputo creare attraverso i suoi clienti leggendari.

(Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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