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4 nov 2010
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Be Linen: tre anni per rivoluzionare l'immagine del lino

Pubblicato il
4 nov 2010

3 nov 2010 – Sostenuta dall'Unione Europea e dallo Stato francese, la CELC (Confederazione Europea del Lino e della Canapa) lancia una campagna promozionale per rendere più dinamica la comunicazione che riguarda il lino. Centrata sull'Italia, la Francia e il Belgio, quest'operazione sarà orientata a vantare le origini locali della fibra, il suo profilo ecologico e le innovazioni che essa permette di ottenere.

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Un'ambizione che per ora si riassume in un film di quindici minuti, destinato ai professionisti del settore, che segue il percorso del lino, dalla sua coltivazione all'utilizzo finale. Un cortometraggio attorno al quale è stata costruita una strategia di comunicazione su internet, oltre alla pubblicazione di un certificato del lino europeo, di un catalogo informativo per il grande pubblico, e di due opere saggistiche: “Lino e maglieria” e “Lino e arte di vivere”.

Senza dimenticare un dépliant informativo che insegnerà agli studenti e ai dettaglianti come utilizzare e vendere bene il lino. La CELC ha in progetto anche delle mostre aperte a tutti, come quella organizzata quest'estate al Palazzo Reale di Parigi. In più, l'organismo rafforzerà la sua presenza nei saloni professionali e sta preparando alcune sorprese da scoprire nel suo stand nel corso del prossimo Première Vision.

Il sostegno dell'Unione Europea e della Francia

L’Unione Europea finanzia questa operazione al 50% e la Francia per il 20%, mentre il rimanente è stato direttamente investito dalla CELC. In totale ammonta a 3,3 milioni di euro il budget stanziato per questa campagna, che avrà per bersaglio in un primo tempo i professionisti, prima d'indirizzarsi l'anno prossimo al grande pubblico. Tutto ciò è stato presentato ai professionisti del settore in occasione del loro 61° congresso annuale, svoltosi la scorsa settimana a Barcellona. Un lancio che è stato curato in maniera molto importante, visto che l'Europa e la Francia hanno eccezionalmente spedito sul posto Michele Ottati, responsabile promozionale delle unità agricole dell’U.E., e Olivier Louveau, esperto incaricato di missioni speciali al ministero francese dell'agricoltura.

"Il lino fornisce non meno di 12.000 posti di lavoro diretti e 8.000 indiretti attraverso 7.500 coltivatori diretti", ha ricordato quest'ultimo. "E' un dato cinque volte maggiore di quello della coltivazione del grano. Ma il lino conta solo per lo 0,4% tra i materiali usati nell'abbigliamento. C'è quindi la palese volontà da parte della Francia di non volere più che la si consideri una coltivazione marginale, con sbocchi e derivazioni produttive di piccola entità". "Il lino rappresenta bene quello che noi (ndr: l’U.E.) vogliamo vedere: la promozione delle caratteristiche particolari di prodotti locali", spiega da parte sua Michele Ottati. "Il lino rappresenta bene quella che sarà la nuova Politica Agricola Comunitaria nel 2013".

Il lino come ambasciatore dell'Europa

Coi suoi 92.402 ettari coltivati e le 123.334 tonnellate di fibra prodotte all'anno, l’Europa è la fonte del 65-70% della produzione mondiale di lino stigliato. Destinato per il 90% al settore tessile, di cui il 60% all'abbigliamento, questo settore industriale vale per ora 225 milioni di euro. "Ho sempre il sogno che il lino diventi l'ambasciatore internazionale dell'Europa", rivela Frederic Douchy, presidente della CELC. "E' per questo che il nostro piccolo film mette in primo piano la passione presente in ogni stadio produttivo all'interno delle 10.000 aziende che lavorano in questo campo".

"Bisogna che gli europei sappiano che: no, il lino non viene dalla Cina; che il lino di qualità è bello; che il lino non necessariamente sgualcisce, ma si mostra sotto diversi aspetti", ha invece puntualizzato Marie-Emmanuelle Belzung, segretaria generale della CELC, per la quale questa campagna media deve assolutamente vincere questa sfida di visibilità ed importanza.

Matthieu Guinebault (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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