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Adnkronos
Pubblicato il
12 ott 2015
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Basicnet a caccia di nuovi marchi, anche nel 2015 chiusura a doppia cifra

Di
Adnkronos
Pubblicato il
12 ott 2015

Comperano i marchi dalle procedure fallimentari dei tribunali, li riportano a nuova vita e li piazzano sul mercato globale. Ma non producono in proprio e non distribuiscono. Basicnet, quotata a Piazza Affari, è proprietaria di Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, Lanzera, K-Way, Superga, AB Besson e Sabelt. Ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile di 9,1 milioni di euro (+51,07%) e un giro d'affari, nei sei mesi di 260,6 milioni, in crescita del 17,7% rispetto al 2014. Promette una chiusura d'anno double digit, mentre continua a cercare nuovi brand falliti o in corso di, da mettere in portafoglio.

Superga, uno dei marcfhi del gruppo BasicNet


Un modello aziendale particolare, una fully web integrated company: "noi abbiamo disegnato questa azienda - spiega il presidente Marco Boglione - non per lavorare bene prima in Italia, poi in Europa e poi in America, Asia, ma proprio per essere capaci di operare da subito sul mercato globale".

Basicnet non ha una struttura verticale non vive di economie di scala, ma si basa su una "struttura imprenditoriale". "L'idea è stata di non fare un'azienda - sottolinea - ma un network di imprenditori come Walt Disney e McDonald's. Abbiamo creato una rete di imprenditori, affinché ciascuno potesse occuparsi di un pezzo della catena dell'offerta". Ma chi sono questi imprenditori? Appartengono a due categorie: "chi produce e chi vende. In mezzo sta Basicnet, che possiede il marchio e dunque è padrone dell'asset che mette a disposizione di questa rete grandissima".

Sono circa 600 imprenditori nel mondo tra quanti producono e quanti distribuiscono. "Noi ci occupiamo poi di campionari: abbiamo un centro stile a Torino (il solo per tutto il mondo) immenso: 200 addetti, 100 stilisti, stampanti in 3D, computer e tutto quello che serve" fa notare Boglione. Basicnet dunque possiede il marchio, si occupa dello stile, dei campionari, li industrializza e si occupa delle specifiche tecniche. Quindi segue il marketing globale, la pubblicità.

"Ma la vera bacchetta magica - tiene a sottolineare Boglione - sta nell'avere creato una piattaforma informatica in 20 anni per cui questo network di imprenditori che o producono o vendono i nostri prodotti possono fare affari direttamente tra di loro usando la piattaforma stessa".

In sostanza, "noi non facciamo magliette, non possediamo magliette e non fatturiamo magliette perché facciamo fare tutto agli altri con il nostro marchio e il nostro stile. E poi su tutto quello che 'respira' nel network, prendiamo delle royalties. Tutti felici e contenti di pagarcele".

La logica è dunque win win: "guadagniamo un po' meno, ma siamo cresciuti linearmente in tutto il mondo e abbiamo valorizzato molto la nostra materia prima, che sono i marchi".

E chissà quali nuovi marchi entreranno in portafoglio: "ne stiamo guardando tanti - assicura il presidente di Basicnet - perché abbiamo un modello organizzativo che performa bene. Sono molti i marchi affaticati dalla struttura aziendale verticale con la quale magari vengono gestiti da decenni".

Difficile che Basicnet possa acquisire marchi al di fuori del segmento dell'informalwear: "veniamo dalla Robe di Kappa degli anni Settanta, dalla Jesus Jeans. Lì c'è il nostro dna e fuori dal segmento non siamo mai andati. Comunque non lo escludo, anche se c'è un fatto di sensibilità imprenditoriale al prodotto che è un importantissimo".

Per quanto riguarda i tempi di una futura acquisizione, non esiste "una road map definita. Entro l'anno, metà del prossimo. sono cose aperte che possono andare anche con una certa sollecitudine, ma non c'è proprio nessun impegno da parte di nessuno, stiamo valutando" conclude Boglione.

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