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Balmain svela a Milano la prima boutique firmata Olivier Rousteing

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 17 apr 2018
Tempo di lettura
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Balmain sbarca a Milano inaugurando la sua prima boutique italiana in assoluto con un tempismo perfetto. La griffe parigna ha infatti scelto strategicamente l’apertura del Salone del Mobile per rivelare questo primo negozio concepito dal suo direttore artistico, Olivier Rousteing, in collaborazione con i tre giovani architetti dello studio parigino AMV, Anna Philippou, Marie-Charlotte Prosperi-Fouchard e Victoire Guerlay.

L'ingresso del negozio di Milano - Balmain


In un va e vieni continuo, i visitatori si accalcavano lunedì in questo nuovo indirizzo di lusso, situato sull’elegantissima Via Montenapoleone, al numero 27D. Per la prima volta, infatti, il marchio transalpino proponeva un’esperienza immersiva inedita permettendo al pubblico, attraverso un casco di realtà aumentata, di immergersi nella testa di Olivier Rousteing.
 
Comodamente seduto sul divano di un salotto temporaneo, che ospita questo progetto chiamato “My City of Lights” fino al 29 aprile, all’ingresso del punto vendita, il casco indossato sulle orecchie e sugli occhi, il visitatore poteva lasciarsi trasportare nel palazzo dagli scaloni infiniti immaginato dallo stilista per svelare le influenze delle sue ispirazioni, planando tra gli enormi lampadari di uno scuro castello gotico o su una Parigi illuminata che si estendeva fino perdita d'occhio. Vertigini assicurate!

L'installazione si sposterà poi in altri negozi Balmain intorno al mondo. “Questa iniziativa segna il primo passo di un progetto di comunicazione in cui il concept di “intrattenimento” sarà molto presente. Vogliamo divertire e sorprendere i nostri clienti”, spiega a FashionNetwork.com Massimo Piombini, che ha preso il timone della firma comprata nel 2016 dal fondo qatariota Mayhoola giusto un anno fa.
 
“Al mio arrivo, il fatturato 2016 era di 136 milioni di euro. Nel 2017, la crescita è stata del 15% e ci siamo impegnati in investimenti importanti. Per il 2018, puntiamo su un aumento delle vendite tra il 30 e il 40%”. Dal sistema interno di gestione dell'azienda, totalmente rivisto, al potenziamento della logistica, all’apertura di filiali negli Stati Uniti e in Europa, passando per la creazione di una divisione merchandising e delle numerose assunzioni di manager, “questo è stato un anno molto intenso, così come lo saranno i prossimi, perché il mercato non starà certo ad aspettarci”, commenta il dirigente.

L'entrata della "biblioteca" della boutique punta su un gioco di specchi - Balmai


La griffe francese vuole infatti sfruttare l'immensa popolarità di Olivier Rousteing, soprattutto sui social network, per trasfortmare questo seguito di pubblico in un’opportunità di business attraverso “una strategia di entertainment marketing”: l'idea è di raggiungere il consumatore attraverso i molteplici supporti per l’intrattenimento, creando dei contenuti insieme a diversi partner. Per esempio il cinema, con un film sul suo giovane stilista, intitolato The wonder boy, che uscirà nel 2019 e dovrebbe essere presentato al Festival di Cannes.
 
Nel frattempo, Balmain, che realizza il 90% delle proprie vendite per mezzo del canale wholesale, mette il turbo sulla vendita al dettaglio. Il marchio possiede attualmente 16 negozi monomarca nel mondo, ma punta su una trentina di nuove aperture nei prossimi quattro o cinque anni. In programma, dopo Milano: Miami, Hong Kong, Las Vegas, Pechino e un secondo indirizzo a Parigi, che dovrebbe essere inaugurato tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2019 in rue saint-Honoré, fra gli hotel Costes e Mandarin Oriental.
 
Tutto dipende dalle opportunità che si presenteranno, come a Milano, dove lo spazio di Via Montenapoleone, in precedenza occupato da un marchio di scarpe, si è liberato quattro mesi fa… "È troppo piccolo perché possiamo proporvi anche la nostra offerta per l’uomo, ma non potevamo lasciarci sfuggire un’occasione simile”, ci confida il PDG. L’ambiente ha una superficie di 280 metri quadrati su due livelli e mostra uno stile eclettico, tra l'atmosfera lussuosa e borghese di un appartamento parigino, direttamente ispirata alla boutique Balmain di rue François 1er, e un universo più moderno e internazionale.
 
La boutique è organizzata come la dimora di una palazzina signorile privata, con ogni stanza che rappresenta un aspetto diverso del mondo Balmain. L'ingresso della biblioteca accoglie le borse, nella sala giochi, con la sua cassaforte, sono esposti i gioielli sul tavolo centrale, il vestibolo, con il suo enorme pouf di velluto nero, permette di scegliere le calzature.

Il salone al primo piano è riservato all'abbigliamento - Balmain


Una scala con ringhiera in ferro battuto conduce al piano superiore, in cui un boudoir viene trasformato in spogliatoio di prova, mentre il soggiorno realizzato in stile Sala degli Specchi di Versailles svela il prêt-à-porter femminile. Nascosta in mezzo agli specchi, una porta sul retro conduce a una cabina di prova segreta.
 
Il layout, tutto realizzato in materiali preziosi (marmi, parquet, mobili vintage aggiornati ai gusti odierni, morbidi tappeti, ecc.), servirà da filo conduttore per le nuove boutique del brand francese.

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