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18 feb 2009
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Armani: un milione di dollari offerto alle scuole newyorkesi

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Ansa
Pubblicato il
18 feb 2009

Grazie New York: Giorgio Armani sfida la recessione, apre un nuovo concept store da quattromila metri quadri su Fifth Avenue e consegna al sindaco Michael Bloomberg e a Caroline Kennedy, madrina del fondo per le scuole pubbliche della città, un assegno da un milione di dollari per avvicinare alle arti i bambini della Grande Mela.



Giorgio Armani all'inaugurazione del suo flagship Armani sulla 5th Avenue a New York

L'occasione - al crocevia tra moda, finanza, politica e glamour - è una doppia sfida alla crisi poche ore la firma del piano di stimolo di Barack Obama: "Non vorrei essere nei suoi panni, ci si aspetta moltissimo da lui", ha detto del presidente americano l'uomo che gli americani chiamano 'King George'.

Contornato da celebrità (Robert DeNiro, Victoria Beckham, Mira Sorvino, Liam Neeson, Alicia Keys, Leonardo di Caprio), Armani ha tagliato il nastro del nuovo maxi-negozio di Manhattan disegnato dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas sulla Quinta Strada: "Un secondo Guggenheim", lo ha definito Bloomberg indicando il 'vortice' futuristico della scala a spirale di cemento color crema che porta dal piano terra al ristorante sul terzo piano.

Per Armani il negozio e l'assegno destinato a dar vita a un progetto pluriennale diversificato battezzato Armani Arts Institute sono un "debito di riconoscenza" e "una prova di fiducia" nel futuro della Big Apple. Della metropoli dei grattacieli lo stilista italiano è cittadino nel cuore da quando 35 anni fa il grande magazzino di lusso Bergdorf Goodman comprò la sua prima collezione: "Solo sei abitì, ha rievocato Armani su un blog del New York Times, ma "toccai il cielo con un dito", e fu l'inizio di una stellare carriera.

"Bergdorf si trova dall'altro lato della strada. Fu il primo a credere nel mio lavoro: questa apertura ha un valore sentimentale. E' un modo di dire grazie a New York e all'America in generale, ma anche per dire a New York che io credo in questa città, che questo è solo un momento destinato a passare, che é importante capire che forse abbiamo sbagliato, abbiamo dato fiato a trombe che non funzionavano, creduto a eccessi e forzato le collezioni. Ripensare a queste cose però non vuol dire cedere le armi o essere rinunciatari".

Non caviale dunque, come si sarebbe usato in altri tempi per l'inaugurazione di un negozio della portata di Armani/Fifth Avenue, ma gesti concreti per ridare fiducia all'economia e stimolare la crescita creativa di una città e di un quartiere, il Bronx, che - ha ricordato Armani - ha dato all'industria della moda un Ralph Lauren e un Calvin Klein: ieri, accompagnato da Bloomberg e dalla Kennedy, Armani è andato in metropolitana nel quartiere più povero di New York a visitare le scuole pubbliche che trarranno beneficio dal suo assegno: "Mi entusiasma l'idea che l'Armani Arts Institute possa offrire non solo un parquet per sale di danza e i colori a olio per futuri artisti, ma anche una speranza a chi ha un sognò, ha detto lo stilista.

"In molte scuole di New York, soprattutto nelle zone più povere, l'insegnamento delle arti non esiste", ha commentato Caroline: "Ieri con Armani abbiamo ascoltato piccoli poeti. La sua generosità aiuterà a farne crescere altri". Anche Bloomberg ha reso omaggio all'impegno dello stilista: il nuovo negozio che "non è solo un grande capolavoro dell'architettura", ma rappresenta un "voto di fiducia nel futuro di New York come capitale della moda". E con la donazione per avvicinare i bambini alle arti, "chissà forse un giorno New York produrrà un nuovo Armani".

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