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Versione italiana di
Edoardo Meliado
Pubblicato il
30 ago 2017
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Apax guida la corsa per l'acquisizione di Matchesfashion

Versione italiana di
Edoardo Meliado
Pubblicato il
30 ago 2017

Il processo di vendita di Matchesfashion sembra muoversi velocemente con il gigante del private equity Apax, in testa per aggiudicarsi una quota di controllo nell'e-tailer di lusso. Gli analisti, che hanno riferito come un accordo finale potrebbe conludersi tra pochi giorni, hanno anche dichiarato che è ancora troppo presto per scartare la possibilità che possa emergere una nuova offerta vincente.

Matchesfashion


Mentre sono sorti dubbi sulla reale volontà che i fondatori e detentori di maggioranza Tom e Ruth Chapman vogliano vendere l'azienda, si ritiene che i due siano comunque vicini a concludere l'accordo, che li vedrebbe accettare una vendita che valorizzi la società fino a circa 800 milioni di sterline.
 
Le ultime settimane hanno visto una contesa tra una serie di aziende di private equity che ha portato il prezzo suggerito iniziale della società a crescere di circa un terzo a 600 milioni di sterline.

Data la frenetica attività attorno al processo di offerta della settimana scorsa, potrebbe ancora accadere che un altro aspirante compratore laci un'offerta più alta, nonostante sia probabile che i Chapmans desiderino assicurarsi che Matchesfashion vada a un proprietario che sostenga il marchio in un mercato molto difficile, proprio come hanno fatto loro negli ultimi 30 anni.
 
Ma supponendo che nessun altro si proponga con un piano di crescita migliore e con più soldi, le fonti hanno riferito a Sky News che l’accordo potrebbe essere siglato già da questa settimana.
 
I Chapmans hanno iniziato la loro attività come boutique a Lonrda, Wimbledon, nel 1987, e sono rimasti nel business di piccoli store fisici per circa 20 anni, anche dopo l'avvento del retail online.
 
Ma la trasformazione della società in e-tailer avvenuta un decennio fa è stata quella che ha generato la sua fortuna. Il cambiamento di strategia è arrivato al momento giusto, quando anche i pionieri dell'e-tail di alto livello, come Net-A-Porter e Yoox, hanno cominciato a convincere i marchi di lusso che i consumatori ad alta spesa avrebbero sperperato migliaia di sterline, dollari ed euro per acquistare abiti e accessori online.
 
L'azienda conserva i suoi tre negozi di Londra, utilizzati per massimizzare le opportunità omnichannel e offrire servizi personalizzati ai clienti VIP, nonostante la sua attività più grande sia online, dove vende oltre 400 marchi in tutto il mondo. I suoi prezzi vanno dalle 30.000 sterline all'estremo superiore fino ad articoli come i calzini Falke che possono essere acquistati anche per 9 sterline.
 
La valutazione dell'azienda è aumentata solo nelle ultime settimane; forse non è una sorpresa dato l'enorme potenziale di cui gode l'e-tail di lusso con mercati come la Cina in rapida crescita. Nell'anno le sue vendite sono aumentate del 61% a 204 milioni di sterline e gli utili su base Ebitda sono cresciuti di oltre sei volte a 19 milioni di sterline. Si ritiene che la performance di vendita sia stata ancora migliore quest'anno.

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