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Pubblicato il
28 lug 2014
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Amplats vende le sue miniere di platino in Sudafrica dopo i lunghi e costosissimi scioperi

Pubblicato il
28 lug 2014

A sciopero concluso, dopo 5 lunghi mesi di agitazione che le hanno quasi azzerato i profitti e le hanno ridotto la produzione del 40% nel semestre, la Anglo American Platinum (Amplats) ha deciso di vendere buona parte delle sue miniere di platino del Sudafrica.

www.angloplatinum.com


Dopo cinque mesi di scioperi ininterrotti, iniziati il 23 gennaio scorso, che hanno causato un crollo dell'88% dei suoi guadagni, la società Anglo American Platinum (nota come Amplats) ha annunciato l'intenzione di vendere (o in alternativa scorporare e quotare) buona parte delle sue miniere in Sudafrica, e più precisamente tre miniere nella regione del Rustenburg, più quella di Union, già in vendita da gennaio (asset che insieme impiegano 27.000 dipendenti, oltre il 50% della forza lavoro di Amplats, e generano un quarto della sua produzione di platino, ossia circa 600.000 once l'anno), oltre a due joint venture sudafricane (Pandora e Bokoni).

Amplats, il primo produttore di platino al mondo ha comunicato di aver perso, a causa di questo blocco delle sue miniere sudafricane, 420.000 once di produzione di platino (più precisamente, la sua produzione di platino si è contratta del 40%, a 715.200 once), per un crollo dell'utile per azione di quasi il 90%, a 0,6 rand l'una.

In pole position per acquistare le miniere, che secondo gli analisti varrebbero tra gli 1 e i 2 miliardi di dollari, ci sarebbe la società Sibanye Gold, che ha dichiarato di puntare ad acquisizioni nel settore del platino “entro fine anno”.

I sindacati sono in rivolta, perché temono licenziamenti di massa. Sono ben 20.000, infatti, i minatori che rischiano il posto di lavoro per questa scelta, dei circa 70.000 che scioperavano da gennaio per chiedere l’aumento dei propri salari di base a una cifra pari ad almeno 1.200 dollari, anche se comunque l'accordo salariale che ha messo fine allo sciopero dovrà essere onorato pure dalla nuova proprietà.

Le principali società estrattive impegnate nella produzione di platino in Sudafrica (stato che rappresenta circa il 40% della produzione mondiale di platino) sono la Lonmin, la Implats e proprio la Amplats, le quali hanno reso noto di aver subito perdite complessive per circa 2,5 miliardi di dollari di mancati ricavi dall’inizio dell’anno a causa degli scioperi nel settore. Lo comunicano i mass media economici sudafricani, aggiungendo che le tre società hanno anche rivelato che dall’inizio degli scioperi i minatori hanno perso una cifra pari a poco meno di 900 milioni di dollari in stipendi non pagati.

Sempre sui media sudafricani, il CEO Chris Griffith ha assicurato che “questa non è una svendita”, e che “la decisione di dismettere gli asset non è stata presa a causa degli scioperi”, ma si inquadra nella strategia di riposizionamento già annunciata all'inizio dell'anno, attraverso la quale la società intende dare priorità ad attività che richiedano l'impiego di minore manodopera.

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