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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 nov 2016
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All Saints pubblica dei risultati solidi e resta ottimista

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 nov 2016

Il marchio britannico All Saints ha visto crescere le proprie vendite per il quarto anno consecutivo. Al termine dell'esercizio chiuso il 30 gennaio, le sue vendite sono infatti aumentate del 9%, passando da 231,3 a 252,5 milioni di sterline (da 256 a 279,6 milioni di euro).

All Saints ha approfittato del lancio di una nuova collezione di borse - All Saints


La griffe di proprietà di Lion Capital, che ha rischiato il fallimento solamente 5 anni fa, ha visto crescere le vendite nel Regno Unito del 7,4%, a 144,3 milioni di sterline, e quelle all'estero aumentare del 12%, a 108,2 milioni di sterline. Le vendite online sono invece passate da 35,6 a 47,3 milioni di sterline, e l'utile al lordo degli elementi eccezionali ha guadagnato il 18%, a 28,5 milioni di sterline.

Le vendite di borse sono state particolarmente corpose (grazie soprattutto al lancio, avvenuto lo scorso anno, della linea “Capital”), e solide sono state anche quelle di moda uomo. La collezione “Capital”, che è sotto la responsabilità del direttore creativo Wil Beedle, è scaturita da una collaborazione con Simone, marchio coreano specialista di borse.

A seguito della pubblicazione di queste cifre, il CEO William Kim ha negato le voci che indicavano un possibile ritiro di Lion Capital, che permetterebbe a quest'ultimo di realizzare un'importante plusvalenza. William Kim ha dichiarato che la partnership con Lion Capital rimane cruciale, e che il marchio intende continuare a svilupparsi all'estero.

La maggior parte delle vendite è realizzata nel Regno Unito, ma la griffe, che è presente in 18 nazioni, genera oggi il 43% delle proprie vendite all'estero, soprattutto negli USA, suo principale mercato al di fuori della Gran Bretagna. Le vendite in America del Nord sono cresciute del 9,1% l'anno scorso, a 83 milioni di sterline.

All Saints considera l'Asia come un'importante opportunità di crescita, e punta ad ottenere che le vendite internazionali, Stati Uniti esclusi, raggiungano un terzo del suo volume d'affari complessivo entro il 2020. Per quella data, All Saints dovrebbe arrivare ad essere presente in 35 Paesi. L'anno scorso, le sue vendite in Asia sono più che triplicate, per raggiungere gli 8,4 milioni di sterline.

Sempre lo scorso anno, la griffe ha aperto 23 negozi al di fuori del Regno Unito, in particolare negli Stati Uniti, in Corea del Sud e a Taiwan. All Saints è anche entrato in Medio Oriente, con l'apertura di una boutique nel centro commerciale “Mall of Emirates” in partnership con Majid Al Futtaim, e in Giappone.

Il mercato britannico resta comunque significativo, e l'azienda ha investito nel rinnovamento dei suoi punti vendita, in particolare delle sue concessioni da Selfridges a Birmingham e a Manchester.

William Kim ha anche precisato che la diversificazione internazionale del brand ha protetto l'azienda dagli sfavorevoli effetti di cambio legati alla Brexit, e ha sottinteso che i prezzi nel Regno Unito potrebbero non aumentare, contrariamente a quanto hanno annunciato altre insegne. Kim ha fatto riferimento alle variazioni del corso del rublo alle quali il brand ha dovuto far fronte nel passato, periodo durante il quale l'azienda non ha modificato in modo significativo i suoi prezzi.

Sandra Halliday (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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