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Ansa
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11 feb 2013
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Alexander Wang: un saluto in 50 sfumature di grigio

Di
Ansa
Pubblicato il
11 feb 2013

Un saluto a New York in 50 sfumature di grigio (grigio pomice, geyser, parquet, asfalto, piuma) prima del grande balzo verso Parigi: Alexander Wang, il designer taiwanese di California che tra un mese debutterà all'ombra della Tour Eiffel come direttore creativo di Balenciaga, ha sfilato a Manhattan sotto le volte delle Cunard Lines, un edificio neo-rinascimentale usato dalle linee navali Cunard quando New York era uno dei porti più frequentati del mondo.

Alexander Wang, collezione A/I 2013-14


Un modo simbolico di levare gli ormeggi con una passerella all'insegna del grande freddo in una Manhattan sottozero in cui il cappotto con la vita bassa dalla silhouette anni venti, con la martingala e talvolta la doppia martingala, era occasionalmente rafforzato da un coprispalle di mohair o il cappuccio di alpaca con un forellino dietro da cui la cosa di cavallo della modella ondeggiava liberamente. E poi i guantoni di pelliccia, voluminosi come quelli da boxe, 'gemelli' a quelli che nelle stesse ore ha mandato in passerella Joseph Altuzarra: una coincidenza non voluta a detta dei due stilisti.

Sono anticipazioni di quanto il ragazzo prodigio del Council of Fashion Designers of America (12 negozi indipendenti e una impressionante rete di 700 punti di vendita per il 40 per cento negli Stati Uniti e il resto tra Asia e Europa) mostrerà tra poco alle sfilate parigine? L'omaggio a New York non è comunque un addio: Wang che sta per ereditare il marchio reso famoso da Cristobal Balenciaga, uno stilista rivoluzionario al suo debutto nel dopoguerra, continuerà a presentare a Manhattan la collezione che porta il suo nome, trovandosi così nella stessa invidiabile posizione di Marc Jacobs: uno show all'inizio e uno alla fine della kermesse internazionale della moda in modo da lasciare doppiamente il segno sul pubblico delle sfilate.

Che New York resti un magnete per gli stilisti con proiezione internazionale lo ha dimostrato il ritorno di Victoria Beckham tra i marmi della New York Public Library. L'ex Posh Spice continua a privilegiare la Grande Mela nonostante la famiglia, col marito David e i quattro figli, da Los Angeles si sia trasferita in Europa. "Per l'autunno-inverno 2013 ho esplorato modi per far crescere la mia estetica combinando volumi rafforzati con nuove linee misurate", ha spiegato la stilista. Grande gioco di colori: un cappotto-kimono giallo acido, il cavallino blu cobalto che completa abiti neri dal taglio preciso al laser.

Echi di Savile Row al femminile negli smoking con le maniche a pipistrello. Per la prima volta Victoria fa sfilare la maglia unita ai tessuti classici della tradizione inglese: tweed, scozzesi, spinati. E tra gli europei c'é anche Moncler Grenoble, marchio fondato in Francia negli anni Cinquanta e attualmente presieduto dall'italiano Remo Ruffini, in uno degli edifici simbolo della città, il Gotham Hall, trasformata in foresta umana da 365 modelli tutti vestiti di diverse tonalità di verde moltiplicati all'infinito da un gioco di specchi.

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