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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
24 nov 2017
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Agatha Ruiz de la Prada chiude lo store milanese, l’unico in Italia

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
24 nov 2017

Agatha Ruiz de la Prada ha annunciato la chiusura del suo negozio di Milano, situato in via Maroncelli 5, l’unico presente in Italia. Dopo aver lasciato gli Stati Uniti da poco meno di un anno, i negozi della griffe spagnola spariscono quindi anche dal mercato italiano.

Agatha Ruiz de la Prada - Agatha Ruiz de la Prada


E potrebbe non essere l’ultima chiusura. La stilista di Madrid ha spiegato a FashionNetwork.com che il caso di Milano dipende dalle stesse cause che avevano determinato la chiusura della filiale di New York lo scorso dicembre. In particolare, alle difficoltà del mercato registrate negli ultimi anni, si sono aggiunti alcuni cambiamenti legislativi e un minore appoggio alle attività estere del settore da parte delle amministrazioni spagnole.
 
Per il momento il brand mantiene i negozi monomarca di Madrid, Parigi, Bogotá e Oporto, ma se assicura che non chiuderà il flagship della capitale spagnola, situato in calle Serrano, non afferma la stessa cosa per quanto riguarda la rete internazionale.

Senza dare date precise, la designer ha infatti ammesso la possibilità che le boutique estere chiudano poco a poco, spiegando anche di aver perso interesse personale nel seguire le attività di questi punti vendita e di avere altri progetti per le mani.
 
Oltre al cambio generazionale, che ha portato la creativa a fare un passo indietro nella gestione quotidiana del business a favore dei propri figli, l'azienda spagnola sta attraversando un processo di adeguamento al nuovo contesto competitivo dell'industria della moda, che ha colpito anche altri grandi marchi del settore.

Per quanto riguarda la Spagna, la stilista nelle sue dichiarazioni a FashionNetwork.com si è mostrata molto critica riguardo alle misure fiscali approvate dal governo un anno fa, che obbligano le aziende che presentano conti consolidati a restituire gli importi delle detrazioni fiscali che prima si applicavano alle perdite all’estero.
 
"L'anno scorso siamo stati fortunati a chiudere a New York in 24 ore, ma per l'Italia è stato più complicato. Questa legge è una barbarie. Un tempo lo Stato spagnolo sosteneva la moda nelle esportazioni, poi di colpo ha smesso. L'industria non può continuare a funzionare come se nulla fosse accaduto ", ha dichiarato.
 
L'azienda, come nel caso di New York, ha mantenuto sia i locali che ospitavano il negozio di Milano che l'ufficio da cui gestiva le sue operazioni in Italia, spazi per i quali ha già trovato inquilini, così da avere un qualche ritorno dopo diversi esercizi in rosso.

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