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Adidas e Marina Abramović collaborano in una video-performance

Pubblicato il
today 14 lug 2014
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Adidas e la performance artist Marina Abramović lanciano un breve e geniale video che celebra la partnership e il supporto da parte del brand alla Coppa del Mondo di calcio 2014 che sta per concludersi in Brasile. Il video di tre minuti, remake della memorabile performance degli anni Settanta della Abramović, "Work Relation", si incentra sull’impegno, il teamwork e la forza derivante dall’unione tra persone, il tutto filtrato attraverso la lente della Coppa del Mondo FIFA 2014. Frutto della prima collaborazione fra Adidas e Abramović, il breve filmato illustra i molti parallelismi esistenti tra l’opera dell’artista e qualsiasi sport collettivo.


«Il lavoro di squadra massimizza l’impegno, la dedizione e, in ultima analisi, la prestazione», osserva la Abramović. «L’energia collettiva è fonte di grande forza, cosa che ho scoperto proprio attraverso le prove di "Work Relation" (nel 1978, con Ulay). Queste stesse qualità costituiscono le fondamenta tanto del mio istituto, il MAI [Marina Abramović Institute], quanto di ogni altra iniziativa. Trovo molto affascinanti gli elementi che la performance artistica e lo sport hanno in comune e mi ha entusiasmato l’idea di metterli al centro di questo progetto».

«Marina Abramović è tra gli artisti più provocatori e influenti della nostra epoca», osserva Dirk Schönberger, Direttore Creativo della divisione 'Sport Style' di adidas. «Siamo onorati di avere dato vita con lei a questa rivisitazione di "Work Relation", una performance che sottolinea l’importanza del teamwork e della collaborazione non soltanto nello sport, ma anche in tutte le altre attività».


Considerata la “madre della performance art”, Marina Abramović ha iniziato a costruire il corpus dei suoi lavori artistici negli anni Settanta. Da allora ha continuato a essere un fenomeno globale, tanto che nel 2010 il Museum of Modern Art di New York le ha dedicato una retrospettiva e un premiato documentario dal titolo "Marina Abramović: The Artist is Present". Il suo ultimo lavoro no limits dal titolo "Marina Abramović: 512 Hours", opera interattiva che coinvolge il pubblico quale parte integrante della rappresentazione, è stato presentato l’11 giugno 2014 alla Serpentine Gallery di Londra, dove resterà fino al 25 agosto.

Eseguita per la prima volta nel 1978 dalla Abramović e dal suo partner di allora, Ulay, l’originaria "Work Relation" fu una rivoluzionaria forma di performance art che ebbe luogo al Theater Ann de Rjin di Arnhem, in Olanda. La performance, rivisitata in questo video per la prima volta dal 1979, consisteva in tre sequenze, ognuna delle quali rappresentava un modello per trasportare pietre da un capo all’altro di una stanza. Ricorrendo soltanto a dei secchi e al lavoro umano, i tre modelli confrontano e mettono in contrapposizione distinti sistemi di cooperazione ed efficienza nei quali i corpi dei partecipanti fungono da mezzo. Come tutte le opere della Abramović, la performance ridefinisce il ruolo del pubblico, che viene portato dentro l’esperienza, e sottolinea sia i limiti di tensione del corpo sia le possibilità di controllo della mente.


Nell’esecuzione di "Work Relation" del 2014, la Abramović rivisita gli stessi temi trattati nel pezzo originale, rendendo altresì omaggio alla partnership tra Adidas e la Coppa del Mondo FIFA 2014. Girato presso la Pioneer Works di Brooklyn, NY, dal regista Dustin Lynn, il video riflette sul valore della dedizione e della perseveranza e su come questo diventi la chiave del successo del gruppo rispetto all’individuo.

Nella nuova versione, undici performer con differenti esperienze di vita alle spalle simboleggiano gli undici membri di una squadra di calcio. Insieme adottano e realizzano i principi fondamentali dell’ethos sportivo – teamwork, disciplina e perseveranza – per trasportare ancora una volta delle pietre da un capo all’altro di una stanza. La Abramović funge da arbitro, il direttore d’orchestra che stabilisce le regole del gioco, mentre la squadra utilizza tre distinti metodi per eseguire il medesimo compito.

Ciascun performer veste abiti del proprio guardaroba personale, sopra i quali indossa una divisa costituita da un camice bianco del Marina Abramović Institute e calza le Adidas "Samba", le sneaker introdotte per la prima volta nel 1950 per l’allenamento dei calciatori.

Marina Abramović


Il ripetersi di questi elementi nell’abbigliamento rinforza ulteriormente l’idea dell’associazione, della partnership, perché fa pensare alla maglia o “divisa” indossata dalle squadre durante le partite.

La video-performance, girata in bianco e nero, ricorda lo stile dei primi esperimenti cinematografici del diciannovesimo secolo e appare a un tempo intima ed epica, complessa e semplice, monumentale ed essenziale.

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