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AFP-Relaxnews
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Gianluca Bolelli
Pubblicato il
21 apr 2022
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Zara vs Shein: la sfida improbabile che mostra il trionfo della fast fashion

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AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
21 apr 2022

Con la Commissione Europea che ha manifestato la volontà di porre fine alla fast fashion, in particolare promuovendo il riciclo dei capi d’abbigliamento, una nuova sfida orchestrata su TikTok mostra al contrario un crescente entusiasmo tra i membri delle nuove generazioni per la moda usa e getta. L'hashtag #zaravsshein, che ha già più di 30 milioni di visualizzazioni, elogia i prezzi bassi del colosso della moda ultraveloce Shein nei confronti del suo concorrente Zara, per capi quasi identici.


Un europeo acquista in media quasi 26 chilogrammi di vestiti all'anno e ne butta via poco meno della metà, circa 11 chili, secondo i dati pubblicati dal Parlamento Europeo. “Dal 1996, la quantità di vestiti acquistati nell'Unione Europea per persona è aumentata del 40%, dopo un notevole calo dei prezzi che ha avuto l'effetto di accorciare il ciclo di vita degli indumenti”, si legge. Un fenomeno che Bruxelles ha deciso di affrontare prendendolo di petto, svelando a fine marzo una nuova tabella di marcia volta a rafforzare il riciclaggio degli indumenti usati. L'obiettivo? Lottare contro i danni causati dalla fast fashion al pianeta. E se l’adozione di questo provvedimento è stata accolta con favore da un grandissimo numero di persone, non si può però non constatare chiaramente che la 'moda usa e getta', come viene spesso soprannominata, sembra non essere mai stata più in forma di oggi.
 
Tra le generazioni più giovani, che passano molto tempo sui social network, la fast fashion, o persino l'ultra fast fashion, vanta ancora una pletora di follower, che intendono approfittare dei suoi prezzi bassi e allo stesso tempo di mostrare di sapersi vestire con uno stile all'apice delle tendenze in tutte le stagioni - o settimane. E per alcuni, a 15 anni, come a 20, l'origine dei prodotti, le condizioni di lavoro, oppure anche l'impatto sull’ecosistema generato da tali consumi, non pesano molto - seppur vengano presi in considerazione - di fronte alla voglia di sfolgorare nelle uscite quotidiane riuscendo a spendere poco. Lo conferma la nuova challenge diventata virale su TikTok e Instagram: #zaravsshein.

Sotto questo hashtag, che attualmente conta più di 30 milioni di visualizzazioni, appaiono molti video in cui gli utenti dei due social confrontano outfit acquistati da Zara e Shein, quasi identici, e lodano i prezzi (molto) più bassi del colosso cinese rispetto a quelli del suo concorrente spagnolo. Qualcosa che troviamo espresso anche con l'hashtag #zaradupe, che ha accumulato quasi 40 milioni di visualizzazioni, in cui vengon mostrati video simili. Nonostante tutto, una manciata di utenti si serve di questa sfida per denunciare le imitazioni di Shein, ma la maggior parte di essi vede semplicemente il retailer come un'alternativa più economica a Zara. Sono tanti gli utenti che si congratulano con sé stessi per aver speso la metà, se non meno, per un prodotto “equivalente”.
 
Alcuni utenti di TikTok, come LuCinia Tomas, ne hanno addirittura fatto il loro marchio di fabbrica, cercando instancabilmente abiti simili offerti dai due protagonisti della fast fashion. Dalla fine del 2021, la giovane ha molto incrementato la pubblicazione di video che confrontano le due alternative a prezzi molto diversi, al punto da aver intitolato il suo ultimo post “Zara vs Shein Part 29”. Già visualizzato decine di migliaia di volte.
 
Un recente round di finanziamento avrebbe consentito a Shein di essere valutata 100 miliardi di dollari, secondo il Wall Street Journal, molto di più dunque dei suoi principali concorrenti, ovvero la svedese H&M e la spagnola Inditex, quest’ultima casa madre di Zara. Il rivenditore, che si rivolge a un pubblico giovane, non solo affascina per i suoi prezzi bassi, ma anche per la quantità di nuovi articoli disponibili quotidianamente sulla sua piattaforma, accessibile in ben 150 Paesi nel mondo.

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