Yves Saint Laurent: come regalare una nuova primavera a un brand del lusso

Nel corso del 23esimo Fashion & Luxury Summit di Pambianco e Deutsche Bank, Francesca Bellettini, President e CEO di Ives Saint Laurent, intervistata da Enrico Mentana, ha svelato il “segreto” grazie al quale la griffe francese del lusso è riuscita a passare dai 580 milioni di euro di fatturato del 2013 (con un EBITDA del 13,8%), a 1,5 miliardi dello scorso anno (EBITDA del 25%).

Francesca Bellettini sul palco del 23esimo Fashion & Luxury Summit - Photo: Elena Passeri - FashionNetwork.com
 
“Siamo partiti da una strategia di rebranding, che affonda però le sue radici nel passato del marchio, in particolare nei suoi anni d’oro, tra il 1966 e il 1968, quando Ives Saint Laurent ha creato, primo stilista del lusso a farlo, una linea di prêt-à-porter, Saint Laurent Rive Gauche”, ha spiegato la manager. “Ci siamo rifocalizzati sui valori fondamentali della griffe, ad esempio eliminando le numerose licenze che erano nate negli anni”.
 
I presupposti, d’altronde, erano buoni: Yves Saint Laurent aveva infatti un portfolio prodotti bilanciato, una buona presenza nelle varie aree geografiche e performava bene in tutti i canali.
 
“Eravamo una 500 con il motore di una Ferrari, finché al mio arrivo in azienda, nel 2013, François-Henri Pinault, che considero un visionario, ha deciso di spingere sull’acceleratore, investendo ancora di più, per far crescere il marchio”, ha proseguito Francesca Bellettini. “Abbiamo creato tre divisioni, pelletteria, abbigliamento e calzature, che rispondono a un unico direttore delle operations. Inoltre, abbiamo rimesso la creatività al centro dell’azienda, creando anche una cultura aziendale in tal senso, eliminando la paura, che frena la creatività. Io personalmente mi fido ciecamente del nostro Direttore Creativo, al quale non chiedo mai molto sui prodotti a cui sta lavorando, preferisco scoprirli come un normale consumatore”.
 
La manager ha infine sottolineato che far parte di un grande gruppo come Kering ha risvolti molto positivi per un brand, che ha così la possibilità di sfruttare importanti sinergie, ad esempio a livello logistico e finanziario.
 
Alla domanda di Mentana su come vede la situazione italiana, Bellettini ha risposto: “Con un po’ di preoccupazione. Sicuramente l’Italia è uno dei mercati su cui come marchio francese siamo in allerta, ed è un peccato, perché il nostro Paese è il vero motore del lusso”.

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