Y/Project: una sfilata democratica e anti social network

Se mai c'è stata una collezione di moda quasi rovinata dalla sua presentazione, è stata quella di Y/Project, il marchio ospite d’onore del Pitti Uomo, nella sfilata tenutasi mercoledì sera a Firenze.

Y/Project - Autunno-Inverno 2019/20 - Prêt-à-porter maschile - Pitti Uomo - Photo: FashionNetwork.com/ Godfrey Deeny

I vestiti erano sorprendenti, iper-funzionali, intriganti e magnificamente bizzarri, ma sono stati presentati nella luce fioca della penombra in uno dei più bei siti rinascimentali della città toscana. Un po’ come essere entrati nell’Ade della moda... ma trovandosi all’interno di un luogo sacro. Glenn Martens, lo stilista di Y/Project, ha deciso di mettere in scena la sfilata nel Chiostro Grande della Basilica di Santa Maria Novella. Ma senza nessuna – proprio nessuna – luce. 
 
Glenn Martens ha generosamente invitato centinaia di studenti di moda, ma anche svariate centinaia di ammiratori locali hanno potuto di assistere alla sfilata. Il leggendario chiostro, decorato da sublimi affreschi un po' sbiaditi dal tempo, era stipato di persone. Sembrava di vivere l'atmosfera che si respira prima di una partita di calcio per assistere a una sfilata di moda davvero all’avanguardia.
 
Ogni invitato aveva ricevuto una piccola torcia per illuminare i modelli che giravano per il chiostro prima di schierarsi come una truppa militare al centro della passerella.
 
“Volevo una sfilata democratica, qualcosa d’inclusivo. Mettere da parte le reti sociali, vivvere questo momento tutti insieme”, spiegava Glenn Martens nella penombra dopo lo show. Ad ogni modo, è stato quasi impossibile distinguere i vestiti fino a quando i modelli non si sono riuniti al centro del chiostro alla fine della sfilata.
 
Presentarsi come designer ospite d’onore del Pitti è la consacrazione per un giovane stilista. E questa collezione di Y/Project è stata probabilmente la più innovativa tra quelle viste nel capoluogo toscano dal primo show di Haider Ackermann un decennio fa.
 
Forse è inutile mettersi a confrontare Glenn Martens con un suo predecessore – anche se questo è un riflesso che viene quasi naturale. Ciò che ha reso la sua collezione così affascinante sono stati l'audacia dei tagli, l'orientamento delle pinces, la posizione degli orli, la sofisticata raffinatezza dei vestiti e l'atmosfera generale, così contemporanea.

Y/Project - Autunno-Inverno 2019/20 - Prêt-à-porter maschile - Pitti Uomo - Photo: FashionNetwork.com/ Godfrey Deeny

Una giacca di pelle leggera che brilla come una bandiera gigante, una favolosa stampa astratta e un bomber per l’uomo. Delle maglie brillanti, uno stampato stratificato, dei top in seta e cotone, dei completi di mussola e dei trench con volumi curvi per le donne.
 
Aggiungete a questo un meraviglioso finale fatto di abiti da istitutrice in pelle plissettata, degli stivali e dei top da femme fatale, ed otterrete una collezione bellissima.
 
In compenso, l'illuminazione dell'evento è stata concepita male, in un modo davvero grossolano. La maggior parte delle foto scattate con gli smartphone dalla prima fila sarebbero ridicolizzate se dovessero essere presentate come prova in tribunale, per quanto risultano sfocate e scure.
 
In sostanza abbiamo assistito a una folie de grandeurin piena Firenze, ma anche alla conferma che Glenn Martens è uno dei migliori venti designer dell’attuale scenario mondiale della moda. E uno dei più tenaci.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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