World Duty Free ceduta da Benetton a Dufry 

Durante il fine settimana, Edizione Holding, società della famiglia Benetton, ha annunciato la cessione di World Duty Free al gruppo svizzero Dufry, che punta a raccogliere circa 3,6 miliardi di euro con una formula mista di aumento di capitale e offerta di obbligazioni per finanziare la prevista Opa su World Duty Free.

Si tratta della seconda cessione di una blue chip italiana a un gruppo estero in una settimana, dopo il passaggio del controllo di Pirelli a ChemChina. Nel caso di WDF, la famiglia Benetton aveva fatto capire di essere disposta a cedere la società in un settore dove le economie di scala obbligano ad aggregazioni. Obiettivo raggiunto da Dufry, che consolida la sua posizione di leader mondiale.

Il nuovo gruppo Dufry-WDF avrà una quota di mercato del 25% e vendite annue pari a 9 miliardi di dollari. Il settore è in forte espansione, con aspettative degli analisti di un raddoppio della spesa negli aeroporti a 59 miliardi di dollari al 2019 dai livelli dello scorso anno.

Misti i commenti degli analisti. "Anche se capiamo la logica industriale a lungo, vediamo alcuni rischi a breve, dato che Dufry sta ancora procedendo con l'integrazione di Nuance e WDF ha appena iniziato l'integrazione delle sue piattaforme europee", scrivono gli analisti di Vontobel in una nota di ricerca.

Fidentis ritiene il prezzo pagato troppo basso e si aspetta che Edizione "potrebbe dar retta ad altre offerte migliori", mentre per Mediobanca Research l'accordo chiude le porte a ogni ulteriore speculazione sul futuro della società.

Resta da vedere cosa farà la famiglia Benetton dei 1,3 miliardi incassati dalla vendita del suo 50,1%. Secondo un analista, è probabile che continuerà a espandersi nei settori già frequentati, infrastrutture e concessioni, magari fuori dall'Italia, viste le poche occasioni che ci sono nel Paese.

Dufry punta a raccogliere almeno 2,1 miliardi con un aumento di capitale e fino a 1,5 miliardi con obbligazioni a lungo termine. La società, inoltre, rende noto di essersi assicurata un sostegno finanziario fino a 450 milioni di franchi ciascuno dai fondi sovrani GIC, QIA e Temasek.

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