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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
8 set 2016
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Who’s Next-Première Classe: un flusso di business soddisfacente

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
8 set 2016

L'era del salone-miracolo è finita. Tutti sapevano prima della nuova edizione di Who’s Next–Première Classe che l'obiettivo non era certo quello di battere il record di visitatori, ma di mentenere un buon livello di affari in un contesto teso: stagione difficile per i francesi, scarsa attrattiva da parte di Parigi all'estero… Non bisiognava dunque lamentarsi delle cifre sulle presenze alla chiusura dei battenti, il 5 settembre, ma piuttosto cogliere i segnali positivi identificabili nei quattro giorni di presentazione delle collezioni. E nonostante tutto, ce ne sono stati.

L'entrata al salone Who's Next-Première Classe il 2 settembre - Antoine Motard


I settori del prêt-à-porter 'Studio' e 'Private' hanno avuto presenze meno costanti di altri, ma sembra che il volume d'affari generato dalla fiera nel suo complesso sia stato accettabile. I primi tre giorni sono stati abbastanza attivi, con un picco importante la domenica.

Naturalmente non tutti gli espositori la pensavano allo stesso modo. Da un padiglione all'altro, da un segmento a un altro, le sorti non sono state le stesse. Per esempio, la fiera ha avuto un bilancio “piuttosto positivo” per il marchio Lauren Vidal, e per gli spagnoli di Villagallo si è trattato di “un salone abbastanza buono”, anche se l'impressione della maggioranza degli espositori è stata di una continua riduzione delle presenze estere. “Ho l'impressione che l'estero continui a calare”, ha sostenuto Carole Deleuse-Gojon di Suncoo. “Abbiamo lavorato bene con i francesi, ma trovo che ora la presenza export si concentri ormai sui Paesi limitrofi, Italia, Spagna, Belgio, Svizzera…”. Un'analisi che non sorprende, tenendo conto soprattutto delle probelmatiche legate alla sicurezza che riducono la presenza asiatica nella capitale francese e del passaggio delle date a settembre, chiaramente più rivolte al mercato francese.

Un clima per gli affari buono, dunque, confermato da un calo delle presenze che è stato minimo. “Una bella sorpresa”, secondo Etienne Cochet, direttore della fiera. “C'è un calo sia dal lato francese che sul versante estero, ma sarà limitato”, ha precisato. “Sono stati conclusi tanti ordini e firmati dei bei contratti, sono venuti dei key accounts, anche se a onor del vero meno numerosi e per meno tempo del solito. Soprattutto, abbiamo voluto portare nuova energia alla fiera. Ci sono state novità nella scenografia o nell'ambientazione di dimensioni un po' più contenute. Quello che cerchiamo è l'atmosfera degli anni d'oro del Who’s Next. Per me, la qualità di questa edizione è stata migliore di settembre 2015”, ha concluso Cochet. Appuntamento a gennaio 2017.

Anaïs Lerévérend (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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