Wall Street crolla con fuga da tecnologici, occhi puntati su Apple e Facebook

I tecnologici affondano Wall Street, che si avvia a chiudere il mese peggiore dalla crisi finanziaria. La delusione per la crescita dei ricavi di Amazon e Google innesca un'ondata di vendite su tutti i titoli hi-tech facendo crollare il Nasdaq, che dall'inizio del mese a giovedì ha bruciato 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.

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La seduta si apre in profondo rosso poi, con il passare delle ore, e dopo la chiusura delle piazze finanziarie europee, Wall Street recupera pur continuando ad accusare perdite superiori all'1%, con Amazon che arriva a cedere oltre il 9% e Google quasi il 6%, mandando in fumo complessivamente più di 100 miliardi di dollari di valore. Snap crolla fino al 16,81% scendendo ai minimi di sempre: nonostante conti in miglioramento, l'app dei messaggini che spariscono risente della perdita di utenti, un trend che - ammette la società - potrebbe proseguire anche nell'ultimo trimestre dell'anno. Un avvertimento che gela gli analisti, già preoccupati da una possibile fuga da Snapchat verso Instagram, l'app di Facebook.

Per Amazon alla base del calo in Borsa, che ha fatto scendere momentaneamente il suo valore di mercato a 800 miliardi, ci sono le stime caute sulle vendite di Natale: il colosso di Jeff Bezos stima per gli ultimi tre mesi dell'anno una crescita dei ricavi fra il 10 e il 20% a 66,5-72,5 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti che scommettevano su un aumento del 22% a oltre 73 miliardi. A preoccupare è anche il lento aumento dei ricavi del terzo trimestre: sono saliti del 29,3% a 56,58 miliardi, la crescita più bassa dell'ultimo anno.

Giornata di passione anche per Google. I titoli sono in forte calo a Wall Street: anche se l'utile netto è balzato del 37% a 9,19 miliardi di dollari, i ricavi sono saliti del 21%, meno del +24% registrato nello stesso periodo dello scorso anno. A deludere le attese sono soprattutto i ricavi esclusi i pagamenti effettuati ai siti partner: si sono attestati a 27,2 miliardi a fronte dei 27,3 miliardi attesi dal mercato. A questo si aggiungono le grane per lo scandalo delle molestie sessuali: secondo quanto riportato dal New York Times, Mountain View ha coperto tre manager accusati di molestie nell'ultimo decennio. Fra questi Andy Rubin, il padre di Android, accusato da una donna di averla forzata a del sesso orale in una camera di albergo. Google, accertate come credibili le accuse, avrebbe chiesto le dimissioni di Rubin e gli avrebbe concesso una buonuscita da 90 milioni di dollari nel 2014. Rubin contesta le ricostruzioni del New York Times, definendole ''accuse false parte di una campagna di calunnie per screditarmi durante il divorzio e la battaglia per l'affidamento''.

Le FAANG - Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google - sono sotto pressione orami da tempo. E l'attenzione è ora tutta sui conti di Apple e Facebook, le due ultime a presentarli e alle quali si guarda nella speranza che 'salvino' l'intero settore. La trimestrale di Apple è attesa il 1° novembre, mentre quella di Facebook il 30 ottobre prossimo.

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