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Pubblicato il
25 giu 2022
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Vitelli debutta nel kidswear e si orienta su oggetti di design e homewear

Pubblicato il
25 giu 2022

L’interessantissima realtà milanese di maglieria sperimentale Vitelli, che nello stile s’ispira ai nomadi e al movimento hippy, guidata dal quarantenne di origine veneta Mauro Simionato, si è presentata a Pitti Bimbo 95 come ospite speciale con la sua prima capsule collection Vitelli Kids, dal titolo “Mini Who?”.

Mauro Simionato allo stand Vitelli di Pitti Bimbo 95 - Foto: Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com


“Sono circa 15 look, ma in realtà si tratta delle prime sperimentazioni che stiamo compiendo su volumi e vestibilità, perché ogni capo rappresenta la versione ‘piccola’ di nostri capi per adulti. Come nella nostra collezione principale, l’intera capsule è realizzata con filati di recupero da noi rilavorati, ritessuti e rigenerati al 100% attraverso speciali tecniche di agugliatura e ordito, partendo da concetti come la fluidità di genere, cui nell’ambito kids vogliamo aggiungere un concetto di ageless”, spiega a FashionNetwork.com lo stesso Simionato dal suo particolarissimo stand. “In questa prima linea di kidswear siamo partiti dalla forma rettangolare propria del “telo” tessuto, per dar forma ad una collezione anti-spreco, per nulla derivativa dal vestire ‘dei grandi’”.
 
Ironizzando infatti sul concetto del Mini-Me, che definisce la “copia rimpicciolita” di un capo per adulti, con “Mini Who?” Vitelli invita liberare il kidswear da qualsiasi tipo di preconcetto o prospettiva precostituita, in un settore che “può e deve contribuire al discorso sull’inclusività, sulla diversità e sulla responsabilità”, dice il designer. “Ci piacerebbe fare nel kidswear un lavoro modulare, in cui creiamo per le ‘persone piccole’, ma con lo stesso approccio per cui creiamo per le ‘persone grandi’. Facciamo tanti discorsi anti-patriarcato, anti-supremazia bianca e in generale la gente non vuole nessun tipo d’imposizione, allora cominciamo anche a trattare bambine e bambini in un altro modo. Loro possiedono già un senso estetico, un atteggiamento, una propria forma d’intelligenza e percezione di realtà, bellezza o bruttezza”.

Lo dimostra il moodboard della capsule “Mini Who?”, scattato da Lupo, amico del brand, che ha due anni e mezzo. Parte della collezione potrà vantare uno stato di full circular production, in quanto i tessuti ibridi con cui sarà prodotta arrivano direttamente dai leftovers della produzione della linea principale di Vitelli.

Il moodboard di collezione by Lupo - Foto: Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com


Vitelli si definisce un “collettivo di artigiani punk” e nelle etichette dei suoi prodotti un “knitting theatre” (“teatro della maglieria”, ndr.). L’azienda milanese sviluppa dunque il design di ogni capo recuperando i fondi delle rocche, solitamente scartati, ma anche i fili provenienti dalle scorte di magazzino, i cosiddetti deadstocks, o gli scarti delle cimose dei tessuti, per creare trame ibride tra maglia e tessuto. Il tutto creato da Spazio Vitelli, il suo atelier milanese, o dai piccoli laboratori sartoriali e magliai indipendenti del Nord Italia (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, ma anche Toscana) con cui il brand collabora. “Ormai siamo perfettamente in grado di realizzare produzioni abbastanza ampie, ma fondamentalmente i nostri sono pezzi unici”, ricorda il titolare di Vitelli.
 
Vitelli sta iniziando a realizzare sperimentazioni sugli oggetti, per mettere in pratica un’evoluzione del concetto di homewear, “partendo dai nostri tessuti – che siamo gli unici a fare in questo modo – magari da presentare nella prossima Design Week”, rivela Mauro Simionato. “Per adesso stiamo ancora sperimentando in modo ironico, teatrale e divertente”, come dimostra il cactus/lampada rivestito con il tipico intricato groviglio di fili e scampoli sfilacciati - dal sapore quasi primitivo e che fa pensare a tessuti infeltriti - tipico dello stile Vitelli, che decorava lo stand a Pitti Bimbo. “Fino alla scorsa settimana il cactus si trovava nel nostro primo temporary shop aperto durante il Salone del Mobile di Milano. In fiera a Firenze l’abbiamo corredato con degli appendini-espositori in stile rampicanti o liane, ma ora ritorna a Milano”. Il negozio temporaneo Vitelli si trova in Via Tadino, zona Porta Venezia, e rimarrà aperto almeno fino al termine di settembre, ma visti i feedback positivi molto probabilmente andrà avanti.
 
Reduce dalla vittoria del premio Lineapiù, Vitelli ha voluto omaggiare la parte più eco-responsabile dell’attività della realtà toscana creando con i loro filati vari jacquard speciali che verranno inseriti nella main collection di Vitelli che sfilerà durante la settimana della moda donna di Milano a settembre, oltre a focalizzarsi sempre sui propri fili e tessuti di recupero, cui si aggiungeranno un paio di altre collaborazioni interessanti con marchi di moda, anticipa Simionato.
 
Start-up giunta solamente alla terza stagione effettiva di retail, in quanto nata solo un paio d’anni prima dell’esplosione del Covid, il brand Vitelli al momento è distribuito presso 25 retailer di fascia alta nel mondo. “Stanno però raddoppiando di stagione in stagione”, assicura Simionato. “Nel nostro lavoro di Made in Italy profondo ci stiamo occupando di dare la stessa profondità allo sviluppo dei nostri fornitori, sempre concentrandoci sulla rigenerazione al 100%. Per noi è un’esigenza etica, un impegno. Riconosco che siamo tra i più radicali del settore in questo approccio”.

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