Vitale Barberis Canonico presenta la linea “H.O.P.E.” e il suo primo “Report di Sostenibilità”

Salito a 174 milioni di euro di fatturato nel 2018 (dai 163 milioni del 2017) e ad una produzione di oltre 10 milioni di metri di tessuto, lo storico lanificio di Pratrivero (BI) ha presentato una ricca serie di collaborazioni creative all’ultima edizione del salone Milano Unica, affiancate dalla redazione del suo primo rapporto che comunica e valorizza le iniziative di Corporate Social Responsibility che ha messo in pratica.

Il frontespizio del report - Vitale Barberis Canonico

I profondi cambiamenti in atto nella società hanno fatto emergere, nel mondo della moda e presso i clienti e i più giovani, una nuova importante sensibilità verso tematiche sociali e ambientali, che prende forma in questo primo “Report di Sostenibilità”, indica il comunicato dell’iniziativa. Il rapporto è stato redatto volontariamente e in conformità ai “GRI Sustainability Reporting Standards” (2016) pubblicati da Global Reporting Initiative (GRI), secondo l’opzione “in accordance Core”, prosegue la nota.
 
Il report, che avrà cadenza annuale, descrive le iniziative e i principali risultati in ambito economico, sociale e ambientale e ha l’obiettivo di illustrare le strategie di sostenibilità della Vitale Barberis Canonico e le connesse performance relativamente agli stabilimenti produttivi in territorio biellese di Pratrivero e Pray.
 
Da questa idea nasce “H.O.P.E.”, acronimo di “How to Optimise People and Environment”, una nuova linea di tessuti a basso impatto ambientale della quale fanno parte tessuti da cappotti e giacche non tinti, ma creati con fibre di cammello, di alpaca e di lana moretta in colori naturali; e poi tessuti da giacca realizzati con filo di lana riciclato proveniente dal recupero di materiale scartato; e infine tessuti in cui la flanella pettinata si unisce a una membrana in poliestere riciclato al 75%, ottenendo le stesse performance della classica membrana in poliuretano.
 
Per le prossime collezioni, Vitale Barberis Canonico sta lavorando a dei tessuti contenenti polilattide, poliestere di origine vegetale derivante da zuccheri (mais, barbabietole) e biodegradabile al 100%. L’utilizzo della fibra sintetica derivante da vegetali riduce l’impatto ambientale del 40%.

Un cappotto di “Between”

Intanto, il lanificio biellese ha lanciato, in collaborazione con la rinomata sartoria fiorentina Liverano&Liverano, “Yuppie”, capsule limited edition di giacche e abiti realizzati con tessuti di vecchie collezioni presi dal suo archivio e ispirati agli anni ’90. Tra le stoffe scelte spicca un tessuto da giacca rustico in lana, seta e lino, dall’effetto stuoia in fantasia, sviluppato in colori sia chiari e naturali che più profondi o scuri.
 
Inoltre, nel corso dell’ultima edizione di Pitti Uomo, Vitale Barberis Canonico ha avviato un progetto di micro influencing, in collaborazione con NGA Club, collettivo di imprenditori, creativi, sportivi, influencer e micro influencer attivi nel settore moto, auto e sport outdoor. Il progetto si chiama “VBCPeople x Pitti” e prevede che sette influencer raccontino qual è il loro tessuto ideale e quali sensazioni evochi loro il marchio Vitale Barberis Canonico.

L’azienda fondata nel 1663 a Pratrivero ha poi collaborato con Yasuto Kamoshita, designer giapponese di Camoshita United Arrows, presentando “Between”, capsule collection in edizione limitata di 12 pezzi (giacche, cappotti e pantaloni) disegnati in esclusiva dal designer nipponico, confezionati con 4 tessuti del lanificio e abbinati ad accessori di Anderson&Sheppard. La collezione sarà in vendita in autunno su Mr Porter e da United Arrows.
 
È un progetto che è durato 3 anni di lavoro e che ha visto lavorare a stretto contatto Kamoshita con i disegnatori del lanificio coordinati da Francesco Barberis Canonico, direttore creativo. La linea “Between” (così chiamata per creare un anello di congiunzione tra gusto giapponese, accessori e mood inglesi e flair e tessuti italiani, e quindi tra il moderno e il classico, la moda e l’artigianalità) sarà accompagnata da alcuni accessori (sciarpe, guanti, foulard, pochette) del marchio inglese Anderson&Sheppard, che dal 1906 realizza abiti fatti a mano a Savile Row. Nel 2011 è stato aperto il suo Haberdashery, in Clifford Street, all’angolo della sartoria.

Tessuti di "H.O.P.E."

Infine, VBC ha collaborato con Editions de Parfums Frédéric Malle, in un progetto che ha abbinato 5 fragranze della maison francese ad altrettanti tessuti del lanificio presentati nello showroom di Via Solferino 23 a Milano.
 
Con 468 addetti, 13 in più di un anno fa (407 sono dipendenti diretti e 61 collaboratori esterni), 40 agenti nel mondo, 2 stabilimenti nel biellese, giunto alla tredicesima generazione familiare, Vitale Barberis Canonico si pone tra le prime aziende al mondo nella produzione di tessuti Made in Italy, sia in termini di valore sia di quantità, esportando l’81% della produzione in 90 nazioni, principalmente in Cina, seguita da Francia, Regno Unito, Germania, Giappone e Stati Uniti, che rappresentano i mercati primari. La sua clientela si suddivide tra confezionisti e negozi, cui è destinato l’80% delle vendite, e grossisti, per il restante 20%.

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