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Ansa
Pubblicato il
10 mar 2014
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Vita da fashion blogger

Di
Ansa
Pubblicato il
10 mar 2014

In origine erano le modelle, le giornaliste e i fotografi di fama; oggi, nel calderone della moda bisogna includere anche le fashion blogger. Se le top model devono avere certe misure per salire in passerella, anche per le blogger le cifre sono fondamentali: più follower hanno sui social network, più saranno corteggiate dai brand.

Chiara Ferragni ai tempi della collaborazione con Superga - Superga


Sono belle, giovani e native del web, e da circa cinque anni, in Italia, sulla scia del successo del fenomeno oltreconfine, stanno facendo parecchia strada, rubando la scena alla altre figure professionali. Conquistano le prime file alle sfilate, diventano protagoniste delle campagne pubblicitarie, non si separano mai dalla macchina fotografica e ora firmano anche collaborazioni con importanti nomi della moda.

Lo sta facendo Chiara Ferragni, solo per citare una delle più note, che ha appena lanciato una capsule collection con lo shoes designer Steve Madden. Non a caso, la giovane fondatrice di "The blonde salad" si è guadagnata un prestigioso nono posto nella classifica dei blog più influenti del mondo, stilata dalla rivista di moda online signature9.com. Dietro di lei, la fashion editor Anna Dello Russo e Alessia Marcuzzi, che con il suo portale "LaPinella" ha fatto il boom nel giro di un anno.

Il blog "LaPinella" di Alessia Marcuzzi - Foto: Ansa


Le fashion blogger nostrane, insomma, fanno bella figura anche all'estero, ma spesso sono oggetto di feroci critiche, proprio sul terreno di casa. Spesso queste ragazze vengono tacciate di essere manichini alla mercé dei marchi, spazi pubblicitari viventi che accettano ogni proposta senza selezionare, ma, al contrario, seguendo la mera logica del guadagno.

A spiegare l'origine di questo giudizio ci ha provato Veronica Ferraro, che nel gennaio del 2009 ha fondato "The fashion fruit", spronata proprio da Chiara Ferragni, quando le due frequentavano la stessa università, nel periodo in cui era appena nato "The blonde salad": "In Italia c'è ancora molta diffidenza nei confronti di noi blogger - ha detto - tanto che, rispetto all'estero, le aziende tendono a coinvolgerci meno. All'inizio, addirittura, erano spaesate, perché facevano fatica a distinguerci dai giornalisti. Noi, di fatto, siamo solo persone che hanno un particolare gusto e una passione". Ed ecco svelato il successo di queste ragazze, che parlano direttamente ai loro 'seguaci' scendendo dall'Olimpo dei corpi statuari e delle grandi firme della stampa. Ma se non fa la modella, né la giornalista, come passa le sue giornate una fashion blogger? Innanzitutto è sempre in viaggio, smista quotidianamente le decine di proposte che arrivano via e-mail, aggiorna il blog con foto e testi, deve essere onnipresente sui social network, otre che partecipare a eventi e, in alcuni casi, curare la propria linea di moda. Una serie di impegni che, nel caso delle realtà più strutturate, vengono addirittura gestiti da un team di persone stipendiate, ognuna addetta a ciascuno di questi aspetti.

"Quello del fashion blogger si può definire un vero e proprio lavoro, che non ti lascia tempo di fare altro, nè una seconda attività professionale, nè lo studio", anche se non si può certo definire il più duro del mondo. Ad ammetterlo è proprio Veronica, che però precisa: "è una professione rischiosa, perché non dà alcuna sicurezza, e deve essere continuamente plasmata in maniera diversa e sempre innovativa, altrimenti rischi di rimanere indietro. Io penso che sia apprezzabile il fatto di riuscire a costruire un'attività da soli, e credo che vada premiata l'idea". Fare la fashion blogger, insomma, è un po' come essere imprenditori di se stessi: chi si sa reinventare va avanti, gli altri rimangono a piedi. Per questa ragione, è molto difficile calcolare quanto può arrivare a guadagnare una di loro, anche perché si tratta di una prestazione da freelance. "Chi è ben avviato può arrivare a incassare tra i 4mila/5mila euro al mese - spiega Veronica - ma chi ha molto più successo può anche prendere 3/4 volte questa cifra. Al contrario, quelle che sono ancora agli inizi guadagnano dagli 800 ai mille euro al mese".

Durante la Berlino Fashion Week ormai hanno anche il loro premio, al quale concorrono blogger da tutto il mondo.

Se il mondo dei social network ha definitivamente sancito l'autorità del Web, bisogna anche osservare che la concorrenza in questo settore è sempre più spietata. Così, si moltiplicano le giovanissime che in pochi mesi collezionano migliaia di follower su Instagram. È il caso di Chiara Biasi, che, nonostante non sia una fashion blogger 'pura' ma una lifestyle blogger, è già protagonista di diverse campagne pubblicitarie. Ma si può davvero fare questo lavoro per tutta la vita? Secondo Veronica, no. "Il blog deve diventare qualcos'altro - spiega - per esempio un portale aggregatore di idee e di informazioni, o un'agenzia che raduni altri blogger più giovani"; in alternativa molte ragazze aspirano a diventare designer o stylist. Fare previsioni è difficile, dato che si tratta di una professione giovane della quale ancora nessuno ha potuto registrare l'evoluzione. Il segreto è reinventarsi di continuo, perché, come ogni imprenditore che si rispetti, solo chi avrà saputo farlo riuscirà ad avere successo.

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