Victoria's Secret: John Mehas, attuale presidente di Tory Burch, è il nuovo CEO

Il marchio di lingerie Victoria's Secret sarà curato da John Mehas, presidente della casa di moda newyorchese Tory Burch, con la speranza di risanarlo e di porre fine alla recente polemica sulla sua visione delle donne, giudicata superata da alcuni.

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Victoria's Secret 2018 - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - New York - © PixelFormula

John Mehas, attuale presidente di Tory Burch, succederà all’inizio del 2019 a Jan Singer, le cui dimissioni sono state annunciate la scorsa settimana, ha indicato lunedì il gruppo L Brands, proprietario di Victoria's Secret. Il futuro CEO del marchio di biancheria intima era stato nominato presidente di Tory Burch nel 2016. Prima ancora aveva diretto per 13 anni il marchio Club Monaco (gruppo Ralph Lauren), dopo precedenti esperienze nel retail e nel merchandising da Gap e Bloomingdales.
 
“La nostra priorità numero uno è migliorare le prestazioni della lingerie Victoria's Secret”, ha dichiarato Leslie Wexner, CEO di L Brands, in un comunicato. “I nostri nuovi dirigenti arrivano con occhi nuovi e si occuperanno di tutto: il marketing, il posizionamento del marchio, i talenti in-house, il portafoglio immobiliare e la struttura dei costi e, cosa ancor più importante (...), il nostro assortimento”, ha aggiunto. “Speriamo che (Victoria's Secret) realizzerà prodotti che entreranno in risonanza con tutte le donne del mondo”, ha aggiunto Leslie Wexner.
 
Questo cambiamento di direzione coincide con la pubblicazione di cattivi risultati per il brand: il terzo trimestre 2018 si è concluso con una perdita netta di 42,8 milioni di dollari, contro l’utile netto di 86 milioni registrato nello stesso periodo del 2017, e il suo titolo azionario che ha chiuso in calo del 2%, a 34,55 dollari lunedì. Il brand è in sofferenza soprattutto sul suo mercato storico, gli Stati Uniti, dove le sue vendite diminuiscono portandolo a dover chiudere dei negozi, anche se continua a svilupparsi all’estero grazie principalmente a delle partnership con distributori locali, come quella con l’italiano Percassi, che guida lo sviluppo di Victoria's Secret in Italia, Spagna e anche in Francia, dove è in preparazione il primo flagship parigino per il 2019. 
 
Il tutto accade anche mentre il marchio è al centro di polemiche sul tipo di scelta delle sue modelle per la propria sfilata annuale degli “Angeli”, appena tenutasi a New York e seguitissima in tutto il mondo. La polemica è partita la scorsa settimana da Vogue, per colpa del direttore marketing di Victoria's Secret, Ed Razek, il quale aveva scartato categoricamente la possibilità di far partecipare alla sfilata modelle transgender o donne curvy. Razek aveva anche criticato aziende giovani, come Savage X Fenty di Rihanna, o ThirdLove, fondata da una ex di Google, per il loro posizionamento più politicamente corretto, che valorizza le donne di tutte le taglie e misure. Queste dichiarazioni hanno scatenato una raffica di critiche sui social network e Ed Razek ha dovuto presentare delle scuse pubbliche.
 
Lo scorso week-end, Heidi Zak, fondatrice di ThirdLove, ha risposto con un inserto a pagina intera sul quotidiano New York Times, nel quale ha presentato Victoria's Secret come un marchio che “vende fantasie maschili” e non la “realtà” delle donne.
 
“La nostra realtà è che le donne indossano reggiseni per andare al lavoro, allattare i propri bambini, fare sport, occuparsi dei genitori anziani e servire il loro Paese”, ha scritto. “Non abbiamo ancora finito con le vecchie idee sulla femminilità e i ruoli tradizionali femminile/maschile?”.

La redazione con AFP 

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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