Van de Velde: l'utile cala di più del 37%

Van de Velde vuole rassicurare i propri azionisti con la decisione di versare un dividendo identico a quello del 2011, ma se guardiamo le cifre, il gruppo belga di lingerie (Marie Jo, Andrés Sardá, Prima Donna) deve fare i conti in particolare con la situazione in Spagna, mercato di casa di Andrès Sarda, e con la posizione della catena americana Intimacy, che ha acquistato recentemente.
Van de Velde ha visto svalutarsi Andrés Sardá.

"Andrés Sardá resta uno dei nostri tre marchi principali (con Marie Jo/L’Aventure e PrimaDonna/Twist) e sta ricevendo il supporto necessario per contribuire a realizzare questa ambizione. Tuttavia, l'evoluzione del fatturato del brand e il suo contributo all'Ebitda nel 2012 e 2013 rimangono al di sotto delle aspettative che avevamo al momento dell'acquisto (Andrés Sardá è stata comprata dal gruppo belga nel 2008, ndr.)", dice il comunicato finanziario. Quanto a Intimacy, il brand ha visto calare le vendite in dollari di più del 12%. In Euro, il calo è stato del 5%.

Alla fine, Van de Velde, ha visto il proprio fatturato consolidato crescere di un piccolo 1%, a 181,8 milioni di euro. Una progressione legata soprattutto alla ripresa delle vendite wholesale nel secondo semestre e all'espansione dell'azienda Rigby & Peller, in particolare in Germania. Ma soprattutto l'azienda britannica si è per la prima volta consolidata nel corso di tutti i 12 mesi dell'esercizio, contro i soli 5 del 2011. La redditività, invece, si sgretola. L'Ebitda consolidato cala del 9,2%,a 48,8 milioni. Il risultato netto corrente del gruppo diminuisce del 41,2, a 33,6 milioni (-18,4%). In combinazione con la riduzione di valore di 'Andrés Sardá', il calo dell'utile del gruppo ammonta al 37,8%. Per il 2013, la direzione punta a una stabilità delle vendite e dei risultati.

Bruno Joly (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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