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Pubblicato il
6 ott 2022
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UYN vuole arrivare a 30 monomarca e realizza una capsule con Patricia Urquiola

Pubblicato il
6 ott 2022

Dal mondo della calza a quello della moda il passo è stato breve per il brand di abbigliamento funzionale e scarpe UYN-Unleash Your Nature, della mantovana Trerè Innovation, creato nel 2018 da Marco Redini, il proprietario dell'azienda di famiglia. Partito da una linea di calzini per gli sport invernali e la corsa, il marchio si è sempre più legato al mondo fashion, come dimostra la capsule collection di calzature tecniche altamente eco-sostenibili “Urban” disegnata dall’archistar Patricia Urquiola presentata alla recente Milano Fashion Week.

Patricia Urquiola con una delle sue calzature "Urban" per UYN


Per realizzare la tomaia di queste calzature, il brand, che si caratterizza per l’utilizzo di biomateriali ad alte prestazioni, l’applicazione di tecnologie all’avanguardia e l’adozione di processi produttivi improntati al rispetto dell’ambiente (e che confeziona anche biancheria intima per gli sport invernali e capi d’abbigliamento di compressione), ha utilizzato gli stessi macchinari con cui si producono le calze. Si creano quindi due strati, che rendono queste calze-scarpe rinforzate, comode e protettive allo stesso tempo. La costruzione non è solo performante, ma attenta alla sostenibilità: lo strato interno della tomaia è realizzato in lana Merino mulesing-free extra-fine e ottenuta in Sudafrica.
 
Le scarpe “Urban” sono disponibili in quattro colorazioni per l’uomo (Brown Melange, Deep Blue, Iron Melange e Green Melange) con suola Black e in quattro colorazioni per la donna (Blue, Anthracite, Brown Melange e Red Melange) con suola Beige. I modelli sono acquistabili da subito sull’e-shop e nei negozi UYN. Già in preparazione la versione estiva della capsule, che uscirà in febbraio, in occasione della prossima Milano Fashion Week, con un materiale, stavolta ricavato dai semi di ricino, dotato di eccezionali proprietà di asciugatura e leggerezza.

“Natura, biotecnologia e scienza sono le tre parole d’ordine che descrivono il nostro marchio”, spiega a FashionNetwork.com il proprietario e creatore di UYN Marco Redini, “ma crediamo anche nel differenziarci dagli altri nella ricerca dei materiali, usando fibre naturali performanti cui aggiungere la nostra tecnologia, eliminando tutto quanto si ottiene dal gasolio. Ad esempio, adesso stiamo andando nella direzione di usare il kapok, una fibra vuota al suo interno che si ricava da un albero molto diffuso in Sud America. Si asciuga molto velocemente ed è antibatterica già in natura”.

Marco Redini nella sua fabbrica - UYN


I materiali elastici di UYN derivano dal mais, non più dal petrolio; il poliammide dall’olio di ricino; il poliestere anch’esso dal mais. “Usiamo ovviamente le fibre naturali (lana, cotone…), che però sono pesanti. Per realizzare prodotti tecnici con esse, occorre miscelarle con materiali davvero innovativi”, prosegue Redini. “La “Urban”, ideata insieme a Patricia Urquiola al termine di un attento processo di sviluppo durato tre anni nel nostro headquarter di Asola (MN), usa i macchinari della calzetteria, che ci consentono di renderla rigida o elastica dove vogliamo. I concorrenti che hanno realizzato scarpe simili hanno invece usato macchine con cui si fa la maglieria, per cui l’effetto è molto più rigido. Tra poco usciremo con una calzatura tecnica da running con calza a un solo strato in cui abbiamo tolto il carbonio, che non è materiale sostenibile”.

Seguendo questi concept, Redini punta a reinventare le calze, e promette di immettere sul mercato i materiali del futuro. “Quest’anno siamo per esempio riusciti a togliere l’elastico doppio dalle calze senza che scendano. All’inizio del 2023 presenteremo pantaloni seamless, la prima auto-bike elettrica con il nostro marchio di biciclette Titici e soprattutto un’innovazione rivoluzionaria nella calzetteria”, promette l’imprenditore.

Le collezioni per sport invernali, ciclismo, running, outdoor e fitness esprimono in ogni dettaglio lo spirito di UYN: Unleash Your Nature, cioè libera la tua natura (ma si può leggere anche come ‘win’, vincere, ndr.). Il marchio italiano si rivolge a tutti gli amanti di uno stile di vita attivo, dagli atleti professionisti ai semplici sportivi. Con il suo intimo funzionale e le calze, UYN è partner delle nazionali di sci di Italia, Austria e Francia e della nazionale austriaca di free ski anche per le giacche.

UYN, il co-branding con Bugatti


Trerè Innovation decide di lanciare UYN nel 2018, dopo il ‘divorzio’ con l’azienda svizzera X-Technology, la quale aveva deciso di non proseguire il rapporto ventennale di produzione e commercializzazione con Trerè del suo marchio X-Bionic, passato nel frattempo ad un’altra azienda mantovana, il Norman Group. Oggi Trerè è fornitore di decine di grandi marchi della moda e dello sport, con i quali sviluppa anche delle partnership. Ultimamente ha collaborato col costruttore automobilistico oggi di proprietà tedesca Bugatti per una capsule d’abbigliamento (presentata lo scorso giugno) che attraversa le stagionalità, composta da maglie, polo, giacche e gilet imbottiti con maniche in maglia, ma anche giubbotti e gilet antivento e giacche antipioggia, basata su un concept di lifestyle tecnico che unisce il comfort alla performance. La capsule è disponibile solo nei negozi UYN, nel suo spazio al KaDeWe e nel proprio shop online.

Perché Trerè? “Negli anni ’50 mio nonno produceva collant nel distretto mantovano della calza, e aveva tre figli, tre Redini, quindi Trerè”, sorride l’imprenditore. “Il vantaggio della nostra azienda è che ha filiali in tutti i mercati-chiave”, spiega Redini. “Ne abbiamo una a Monaco di Baviera con 13 dipendenti, due in Austria, con showroom, sia a Innsbruck che a Salisburgo, e poi due in Francia, una delle quali con showroom, a Parigi, e poi in Spagna a Barcellona, ma anche in UK, Olanda, Belgio; c’era anche a Mosca, ora non più per ovvi motivi… e abbiamo aperto quest’anno una nuova filiale locale a Boston, in cui ho mandato a lavorare mio figlio”.

UYN punta ora molto su una strategia retail, che guarda all’apertura di negozi monomarca di proprietà o con partner. Dopo aver inaugurato punti vendita a Milano, Brescia e Salò (BS), il marchio lombardo aprirà a Madonna di Campiglio (TN) in ottobre e in novembre a Bratislava, e un vero e proprio monomarca di 250 metri quadri all’interno del grande magazzino KaDeWe di Berlino, l’unico non diretto, collocato vicino a quelli di Nike, Patagonia e On. Esiste anche un franchising del brand, a San Genesio (MC), nelle Marche. “Nel 2023 vogliamo arrivare ad avere almeno 30 negozi monomarca, e ne realizzeremo altri più piccoli, esclusivamente per le scarpe. Avranno tutti uno store concept interamente fatto di carta riciclata e riciclabile”, spiega Marco Redini.

UYN da KaDeWe con tutta la sua offerta prodotti


A livello wholesale, UYN solo in Germania è distribuito in 3.200 negozi, mentre sono circa 900 in Francia, in entrambi i casi soprattutto grazie alle catene Intersport e Sport 2000. In totale, si superano abbondantemente le 10.000 doors.

Queste evoluzioni hanno fatto crescere le vendite del gruppo Trerè, che giungerà a 105-106 milioni di euro di fatturato a fine 2022, assicura il titolare, salendo di oltre 20 milioni sull’anno precedente. Trerè Innovation impiega complessivamente oltre 800 persone. Il sito produttivo in Italia copre 100 000 m² e comprende dipartimenti di ricerca e sviluppo, vendite e marketing, logistica e produzione di abbigliamento e calze high-tech seamless. C’è poi un sito produttivo in Bosnia, di 50 000 m², che conta oltre 550 dipendenti, occupandosi di taglio e cucito, dei calzini senza cuciture e del filato esclusivo di Trerè. Del perimetro aziendale fa parte anche l’azienda Prima retail, che cura il commercio al dettaglio, e una società in Cina e una in America che si occupano di acquisto e rivendita.

Primi mercati di UYN sono la Germania, col 35% del fatturato, seguita dalla Svizzera e dall’Austria, con l’Italia intorno al quinto posto. Area DACH dunque, con la fiera bavarese ISPO come salone di riferimento per il brand. Orgogliosamente certificata STeP by Oeko-Tex, BSCI e Verdenergia, Trerè Innovation ha cambiato negli ultimi due anni tutti i macchinari, tanto che i più vecchi hanno solo due anni, e ha montato pannelli solari in tutta l’azienda. “Inoltre abbiamo ridotto i magazzini al minimo”, ricorda in conclusione Marco Redini.

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