Ungaro rivitalizza il suo prêt-à-porter femminile con un'immagine ringiovanita

La donna Ungaro torna sotto i riflettori. Assente dalle passerelle dopo l’addio, avvenuto lo scorso anno, del suo direttore creativo Marco Colagrossi, la firma francese del lusso, posseduta dal 2005 da Aimz Acquisition, il fondo d’investimento dell’uomo d’affari pakistano-statunitense Asim Abdullah, rilancia il suo prêt-à-porter femminile puntando sulla maglieria e su uno spirito fresco e giovane.

La nuova donna Ungaro - Branislav Simoncik

La griffe ha approfittato della Settimana della Moda maschile in corso a Parigi per svelare, al fianco dell’uomo, nel suo showroom di avenue Montaigne, questa collezione di una sessantina di referenze realizzata dal proprio studio interno col supporto di uno specialista della maglieria, che fa parte dei suoi fornitori storici, in una delle sue fabbriche italiane.
 
“È un rilancio soft, che avviene attraverso una collezione principalmente focalizzata sulla maglia, con capi cool e facili da indossare. Torniamo con un prodotto che s’inserisce negli attuali trend e totalmente Ungaro, venduto a prezzi che vanno dai 600 ai 1.300 euro”, spiega a FashionNetwork.com il Direttore Generale, Marie Fournier.
 
Il team creativo si è totalmente immerso negli archivi della maison, sia nelle creazioni d’alta moda che in quelle della linea Ungaro Ter, la terza lanciata negli anni ‘80 da Emanuel Ungaro, dopo la linea principale e la collezione Ungaro Solo Donna.
 
Troviamo quindi i famosi grandi pois bianchi su sfondo nero su alcuni mini abiti svasati in maglia di viscosa e in morbide giacche bolero in ecopelliccia, ma anche in felpe con cappuccio con bordi tubolari in mohair a strisce, che giocano sul contrasto delle geometrie. I motivi con grandi rose stilizzate sono proposti su cardigan e abiti, mentre il tema leopardo viene proposto in abiti corti girocollo, top aderenti e gonne con lo spacco.

Uno stile decisamente ringiovanito quello dell'ultima donna Ungaro - Branislav Simoncik

Il tema dell’abito nero ingioiellato caro al fondatore è stato ripreso in tessuti stampati, su piccole giacche trapuntate, o proposto in abiti in maglia decorati con una spilla di perle. In questo nuovo guardaroba Ungaro non mancano lunghi abiti rossi o neri ricamati in stile macramé e altri vestiti e maglioni lavorati a maglia in mohair bianco e decorati sulla spalla da un volant in crêpe de Chine.
 
Cardigan con zip, pantaloni neri o stampati, graziose maglie in mohair dai colori intensi (fucsia, verde, rosa), maglie avvolgenti, top con lo scollo sulla schiena e parka con cappuccio completano la collezione, che non mancherà di sedurre i buyer.
 
Dopo un anno complicato, questa collezione rappresenta un test per la maison, in un contesto di mercato molto teso. Il marchio ha preso una nuova direzione che potrebbe essere quella giusta per rilanciare il prêt-à-porter.
 
Da parte sua, l'uomo, sempre prodotto in licenza con Alea Fashion Industries, continua a crescere. Chiamato da Emanuel Ungaro in persona nel 1993 per creare le collezioni maschili, Philippe Paubert è tornato a guidare lo stile nel 2016. Il designer continua a rivisitare i codici della maison in modo sottile attraverso una collezione ad un tempo elegante e casual, che gioca su tessuti soffici e costruzioni morbide, con anche in questo caso la presenza di un grande lavoro sulla maglia.

L'uomo Ungaro è firmato Philippe Paubert - Ralph Wenig

Lo spirito è un po' vintage con il cappotto a spina di pesce e i capi in velluto; vengono messi in evidenza le trame ad effetto 3D e gli stampati e i jacquard geometrici, in una tavolozza autunnale un po’ terrea. Il corpo ha tutta la libertà di muoversi, in particolare con delle giacche in jersey o in velluto peso piuma.
 
Negli accessori, la maison ha posto fine alla collaborazione con Roy Luwolt e Malone Souliers. In compenso ha appena siglato una nuova licenza per la piccola pelletteria con Milano Fashion srl. Tra le sue altre licenze, Ungaro annovera i profumi con Ferragamo Parfums, i foulard con Ratti di Como e la linea l’arredo casa con la belga JNL.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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