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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
8 ott 2022
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3 minuti
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Una vivace mostra celebra l'oro nella moda di Yves Saint Laurent

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
8 ott 2022

Dopo il successo di “Yves Saint Laurent aux musées” viene annunciata una nuova sgargiante mostra basata sull'opera del leggendario couturier francese, con un tema mai affrontato prima: l'oro nelle sue creazioni. Dal 14 ottobre 2022 al 14 maggio 2023, “Gold, les ors d'Yves Saint Laurent” viene organizzata al museo Yves Saint Laurent di Parigi, rivelando ancora una volta i legami con l'arte del designer, ma anche il suo lato più solare. Un ottimo modo per celebrare i 60 anni dalla prima sfilata dello stilista e i 5 anni del museo a lui dedicato.

L'abito-gioiello dell'inverno 1966 è uno dei pezzi principali della mostra - © David Bailey / Vogue Paris


A pochi giorni dall'inaugurazione, una squadra d’assalto da sogno, tutta al femminile, è attiva nei saloni del palazzo privato al 5 di avenue Marceau, dove Yves Saint Laurent ha insediato la propria maison dal 1974, e che dal 2017 ospita il museo. Indossando camici bianchi, e usando trapani e altri strumenti manuali, ognuna di queste specialiste, dalla direttrice di scena, incaricata della gestione della collezione, alla scenografa, fino all'esperta dei piedistalli, è impegnata davanti alle opere, infilandosi ogni volta i guanti per muovere con precauzione gli abiti scintillanti dello stilista.
 
Sin dalla prima stanza, immersa nel buio, traspare lo splendore dell'oro attraverso i bottoni gioiello di un peacoat realizzato nel 1962, ma anche abiti interamente ricamati di paillettes, i superbi body jewels in rame dorato creati per lo stilista dallo scultore Claude Lalanne o le scintillanti sculture murali di grandi dimensioni in argilla e oro dell'artista belga Johan Creten.

Tutto vibra in questa esposizione, che mostra la moda da una nuova prospettiva. Niente a che vedere con le solite presentazioni congelate su un manichino. Abiti e accessori dialogano con le opere di diversi artisti. “Non si tratta solo di scegliere i pezzi, ma di pensare a come presentarli. Voglio mettere in evidenza gli archivi, facendoli entrare in risonanza con la creazione odierna”, spiega la curatrice della mostra, Elsa Janssen, che ha appena assunto la direzione del museo.
 
Per questa mostra, Janssen ha costruito un viaggio attorno a cinque temi, dall'universo barocco di Yves Saint Laurent che prende in prestito elementi dallo sfarzo dei monarchi per dare potere alle donne, ai festosi anni Settanta con abiti lucenti per andare a ballare, passando per i capi più smaglianti, come l'abito-gioiello per l'Autunno-Inverno 1966 interamente ricoperto di paillettes dorate con cintura e collana tempestate di pietre preziose a trompe-l'oeil.

“Ti fa pensare ai sarcofagi dei faraoni o a un reliquiario. Ogni volta che studi un pezzo di Yves Saint Laurent, capisci l'immaginazione del creatore, che cita costantemente la storia dell'arte. In effetti, tutto si sovrappone. È proprio perché si è immerso nell'arte, in particolare visitando chiese e Versailles, o collezionando bronzi del XV e XVI secolo, ad esempio, che Saint Laurent si è ispirato all'oro per le sue creazioni”, afferma Elsa Janssen.

I bottoni dorati fungono da gioielli negli abiti di Yves Saint Laurent - © Musée Yves Saint Laurent Paris © Matthieu Lavanchy


Per la mostra, la giovane ha selezionato una quarantina di pezzi che vanno dal 1962 al 2002, degli oltre 10.000 inventariati nella collezione del museo, la maggior parte dei quali sono creazioni di alta moda. Tra gli altri prestiti appare anche una tuta dorata prestata da Sylvie Vartan, realizzata dal couturier nel 1972. Elsa Janssen ha anche scelto di invitare, insieme a Johan Creten, altri talenti e artisti contemporanei per meglio valorizzare le creazioni del sarto e stilista francese “in modo da celebrare la modernità e il genio di Yves Saint Laurent, facendogli attraversare il tempo”.
 
L’editrice d'arte Anna Klossowski, figlia di Loulou de La Falaise, musa ispiratrice di Yves Saint Laurent e designer dei suoi gioielli dal 1972 al 2002, partecipa all'avventura attraverso una radiosa installazione di 300 gioielli. Il sound designer Pierre-Arnaud Alunni ha prodotto la colonna sonora, tratta da archivi d'epoca, per la parte “Time to shine” dedicata agli anni Palace, mentre la scenografa Valérie Weill compone veri e propri dipinti a partire da opere d'arte e accessori, che vengono presentati in varie teche come armadi delle curiosità.
 
Il percorso prevede la visita allo studio di Yves Saint Laurent, lasciato allo stato originale, con la biblioteca, i disegni e le foto appesi al muro e la sua scrivania cosparsa di vasetti ancora pieni di matite. In un angolo rotoli di tessuto dorato brillante sembrano esser stati appena scelti per la prossima collezione, mentre sul tavolo da lavoro una scatola aperta è piena di bottoni dorati di ogni tipo e forma, lisci, bombati, rigati, intagliati, ricchi di strass. Come se il couturier avesse appena lasciato quel luogo.

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