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Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 dic 2022
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Una sfilata di Dior ai piedi delle piramidi, la sua prima in Egitto

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 dic 2022

Dior ha presentato sabato scorso ai piedi delle piramidi di Giza la sua collezione uomo per l'autunno 2023, prima sfilata della maison francese in Egitto.

Uno dei look della collezione Dior uomo presentata al Cairo - Dior


I modelli hanno sfilato con sullo sfondo le tombe millenarie della necropoli di Giza, illuminate appositamente per lo show.
 
La sfilata è stata la seconda che una casa di moda europea quest'anno ha organizzato nei pressi di vestigia dell'antico Egitto, dopo che in ottobre il designer italiano Stefano Ricci ha presentato la sua ultima collezione al Tempio di Hatshepsut a Luxor, a sud del Cairo.

La necropoli di Giza ha ospitato negli ultimi anni concerti pop e mostre d'arte contemporanea, con l'Egitto che sta cercando di rivitalizzare la propria immagine per attrarre nuovo turismo.
 
Il PDG di Dior, Pietro Beccari, ha dichiarato all’agenzia AFP che la casa francese di moda e alta moda ha scelto l'ambientazione delle piramidi perché sono molto più “di un semplice sfondo”, attingendo all'astrologia dell'antico Egitto per questa collezione, chiamata “Celestial”.
 
“Ciò incoraggerà altri marchi e player internazionali della cultura a venire”, ha detto all’AFP la storica dell'arte Bahia Shehab, sottolineando che l'Egitto fa affidamento sulla “cultura per la sua immagine”.
 
Già nel 2021 l'Egitto dei faraoni ha invaso gli schermi di tutto il mondo con la Mummies Parade, una spettacolare sfilata di 22 mummie reali attraverso il Cairo.
 
L'evento è stato orchestrato dal presidente Abdel Fattah al-Sissi, deciso a rilanciare il turismo, che rappresenta il 10% del prodotto interno lordo locale e dà lavoro a due milioni di persone, ma che è stato condizionato negativamente da dieci anni di manifestazioni delle cosiddette Primavere Arabe, dagli sconvolgimenti economici e poi dal Covid.

Un momento della sfilata di Dior all'ombra delle piramidi di Giza - Dior


Aprendosi alla cultura moderna grazie al suo heritage, l'Egitto ha attratto anche il gruppo hip-hop americano Black Eyed Peas, che ha cantato alle piramidi di Giza, mentre il francese JR vi ha esposto le sue foto.
 
Per il fotografo di moda Mohsen Othman, “questi eventi sono vitali”, perché una grande casa come Dior dispone di un “budget enorme”, parte del quale va ai talenti locali con cui collabora per l'occasione.
 
Iman Eldeeb, la cui agenzia ha fatto sfilare sabato due modelle egiziane, ha accolto con favore questo “passo tanto atteso per il mondo della moda in Egitto”.
 
Il couturier francese Balmain ha già presentato un bustier del marchio egiziano Okhtein alla Fashion Week di Parigi e Vogue Italia ha presentato creazioni egiziane alla settimana della moda di Milano.
 
Ma non tutte le case locali sono pronte per i mercati d’esportazione, perché l'Egitto “ha un bacino enorme di giovani designer, senza formazione professionale”, e quindi “è difficile trasformare questa creatività in un prodotto”, afferma Ingy Ismail, la cui agenzia Flare fa consulenza per i brand del lusso.
 
Nonostante tutto, “nell'abbigliamento e nella gioielleria di lusso, siamo passati da meno di un centinaio di marchi egiziani agli oltre di 1.000 di oggi”, osserva Ismail.
 
La spinta è arrivata nel 2016, nel pieno della crisi economica: in un giorno, la sterlina egiziana ha perso il 50% del suo valore e ha privato il Paese delle importazioni.
 
Si è poi sviluppato un mercato locale, spiega la signora Ismail, perché “l'1% più ricco è sufficiente per creare domanda” in un Paese che ha 86mila milionari in dollari, secondo il Credit Suisse.
 
Nella periferia chic del Cairo, dove questi ricchi vivono, sono stati costruiti nuovi centri commerciali.

Un momento della sfilata di Dior all'ombra delle piramidi di Giza - Dior


Gli attori del settore, però, denunciano la burocrazia dei servizi doganali e dei visti, che rappresentano altrettanti ostacoli per le imprese che intendono insediarsi in Egitto.
 
“Il quadro legislativo è complicato”, ammette Nadine Abdel Ghaffar, la cui agenzia Art d'Egypte organizza una mostra annuale di arte contemporanea alle piramidi.
 
Ma già, ha detto all’AFP, “è stato fatto un grande passo quando il governo ha autorizzato Art d’Egypte e Dior a organizzare eventi ai piedi delle piramidi”.
 
La signora Abdel Ghaffar chiede alle autorità di creare un'unità dedicata all'organizzazione di sfilate, mostre, concerti o riprese cinematografiche.
 
“Abbiamo perso il conto del numero di produzioni internazionali che hanno dovuto ripiegare su Marocco, Giordania o addirittura Arabia Saudita” per mancanza di permessi per girare in Egitto, spiega Shehab.
 
Perciò, l'ultimo kolossal hollywoodiano sull'Egitto dei faraoni, la serie della Marvel Moon Knight, ha dovuto ricostruire il Cairo a... Budapest.

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