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20 nov 2018
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Un anno di moda secondo Lyst tra sostenibilità, logomania, social media e streetwear

Pubblicato il
20 nov 2018

Dall’attenzione alla sostenibilità al boom della logomania passando per la potenza crescente dei social media fino alla consacrazione della cultura streetwear: questi sono solo alcuni dei fenomeni fashion che hanno caratterizzato il settore durante il 2018 secondo il report annuale “Year in Fashion”, realizzato dal motore di ricerca dedicato al mondo moda, Lyst.

La Cintura Logo Gucci,capo ‘must have’ del 2018secondo Lyst


La tendenza ‘green’ è sicuramente l’argomento più ‘caldo’ dell’anno (+47% di ricerche globali di capi eco-friendly sul 2017), mentre si fa strada la ‘Dad fashion’ (l’abbigliamento “da papà”), il più improbabile simbolo della moda al giorno d’oggi. Viviamo in una fase segnata anche dal ritorno dello stile fine anni ’90 e dal boom del ‘trasparente’: la borsa in plastica “Shirley” di Staud è stata cercata più di 5.000 volte durante la NYFW. Nuove conferme, infine, per il trend dell’abbigliamento sportivo, sempre più ricercato e apprezzato dai consumatori globali.
 
Consumatori che fanno sempre più affidamento sui loro beniamini, i cosiddetti Influncer, veri e propri passe-partout usati dalle aziende di moda per fare breccia nei cuori (e relativi portafogli) dei clienti. Nella “Top 10” dei più importanti testimonial del fashion globale spicca, al settimo posto, l’italiana Chiara Ferragni. Sul podio si sono posizionate Kylie Jenner, prima, seguita da Kim Kardashian, seconda, e Meghan Markle, terza.

L’insegna di sneaker ecologiche Veja si aggiudica il primato per ricerche su Instagram, aumentate del 113% rispetto all’anno precedente, mentre in terza posizione si piazza l’italiano Attico, giovane brand di womenswear fondato nel 2016 dalle amiche e designer italiane Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini e rilevato, lo scorso ottobre, dal numero uno di Moncler, Remo Ruffini, attraverso il veicolo societario Archive. Icona fashion dell’anno, sebbene subito sotto la “Top 3”, l’insegna danese Ganni, le cui ricerche sono cresciute del 52% rispetto al 2017.
 
La logomania continua ad appassionare ma, soprattutto, a generare valore: ne sa qualcosa il marchio sportswear premium Supreme, stimato oggi oltre 1 miliardo di dollari, che si conferma il logo più ricercato del 2018; seguito da Champion e dal gigante italiano dello sport, Fila, che scavalcano colossi del lusso come Prada e Fendi, rispettivamente in quarta e quinta posizione.
 
Vince come capo ‘must have’ del 2018 la “Cintura Logo” Gucci, ricercata più di mezzo milione di volte quest’anno, davanti alla “Cintura Industrial” di Off White e ai “Collant Fendi” con logo. Tra le categorie più desiderate, invece, svettano le Ugly Sneaker (quelle di Balenciaga e Fila dominano la classifica delle scarpe più ricercate) e i Marsupi (bestseller quelli di Gucci e Topshop). In classifica ci sono anche Leggins, Piumini e Sandali slider, rispettivamente in terza, quarta e quinta posizione.
 
Secondo lo studio di Lyst, mai come quest’anno politica, moda e cultura si sono intrecciate generando momenti indimenticabili che hanno influenzato le ricerca di prodotti moda in tutto il mondo. Vengono ricordati la Sciarpa Fendi “Touch of Fur”, che ha fatto impazzire il web nel mese di ottobre provocando un aumento delle ricerche del 77% su base mensile, e gli stivali in denim Versace “Joots” indossati da Jennifer Lopez lo scorso luglio. Ma tra i tormentoni online vengono segnalati anche il passamontagna Gucci indossato a Rihanna al Coachella e l’ibrido firmato Nike di Sandali Slider con Marsupio.
 
Infine, tra gli avvenimenti degni di nota il Royal Wedding, dove per l’occasione la duchessa di Sussex ha optato per un abito da sposa firmato Givenchy, e le nozze dei Ferragnez, che hanno fatto guadagnare alla casa di moda francese Dior circa 5,2 milioni di dollari in pubblicità online (Chiara Ferragni indossava un abito Dior).

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