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Ue raggiunge un accordo 'storico' sul piano di ripresa post-covid

Di
Reuters
Pubblicato il
21 lug 2020
Tempo di lettura
3 minuti
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I leader dell’Unione europea hanno raggiunto uno “storico” accordo riguardo al massiccio piano di stimoli a sostegno delle economie duramente colpite dal coronavirus in un ultimo incontro poco prima dell’alba, dopo quasi cinque giorni di difficili trattative.

La presidente della commissione europea, Ursula Von Der Leyen, e i leader di Olanda, Germania, Italia e Francia


Grazie all’accordo la Commissione europea potrà raccogliere miliardi di euro sui mercati dei capitali per conto di tutti i 27 Paesi membri, un atto di solidarietà senza precedenti in circa settant’anni di integrazione europea. 

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha definito l’accordo, che è stato raggiunto alle 5,15, “un momento cruciale” per l’Europa. 

In molti avevano sottolineato che un possibile fallimento del vertice durante la pandemia di coronavirus avrebbe messo seriamente a rischio la sopravvivenza del blocco dopo anni di crisi economica e la recente uscita della Gran Bretagna. 

“Questo accordo manda un segnale concreto che l’Europa è una forza in azione,” ha riferito raggiante Michel durante una conferenza stampa. 

Il presidente francese Emmanuel Macron, che insieme alla cancelliera tedesca Angela Merkel ha spinto per il raggiungimento di un accordo, lo ha definito “davvero storico”. 

I leader sperano che il recovery fund da 750 miliardi di euro e l’annesso bilancio per il 2021-2017 da 1.100 miliardi di euro contribuiranno a far uscire il blocco dalla più profonda recessione dalla Seconda guerra mondiale, dopo che l’epidemia di coronavirus ha fermato le economie di diversi Paesi. 

Ma nel complesso club dei 27, ognuno con potere di veto, il vertice ha anche fatto emergere le fratture interne al blocco che potranno ostacolare decisioni future sui finanziamenti, in quanto i Paesi più ricchi del Nord hanno opposto resistenza ad aiutare i Paesi più poveri del Sud. 

I Paesi Bassi hanno guidato il gruppo degli Stati ‘frugali’ con Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia, che hanno ribadito più volte che gli aiuti a Italia, Spagna e altri Paesi del Mediterraneo — che più di altri hanno risentito della pandemia — sarebbero dovuti arrivare principalmente in forma di prestiti e non di aiuti a fondo perduto. 

“Ci sono stati alcuni scontri, ma fa tutto parte del gioco”, ha detto il premier olandese Mark Rutte, parlando di rapporti “cordiali” con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. 

Ma il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha detto che il potere di negoziazione dei frugali non si esaurirà qui, suggerendo che l’asse europeo tradizionale franco-tedesco dovrà fronteggiare le sfide di Paesi più piccoli alleati tra loro. 

Secondo l’accordo di compromesso raggiunto, la Commissione raccoglierà 750 miliardi di euro contando sul proprio rating “AAA” ed elargirà poi 390 miliardi in forma di aiuti a fondo perduto — meno dei 500 miliardi proposti in origine — e 360 miliardi di euro in prestiti con tassi vantaggiosi. 

Gli sforzi di Rutte nelle negoziazioni hanno portato a un “freno di emergenza” per fermare temporaneamente i trasferimenti di denaro dal recovery fund nel caso in cui si ritenga che uno Stato della Ue non rispetti le condizioni sulle riforme legate ai finanziamenti. 

I ‘frugali’ si sono inoltri assicurati maggiori ‘rebate’ per il prossimo bilancio pluriennale della Ue, un meccanismo di sconti di cui ha beneficiato per la prima volta la Gran Bretagna negli anni ‘80 e che la Francia sperava di eliminare dopo la Brexit. 

Il piano di ripresa ora si trova a dover affrontare un passaggio potenzialmente difficile nel Parlamento europeo e dovrà essere ratificato da tutti gli Stati membri, con ulteriori ritardi nel trasferire i fondi alle economie che ne hanno un disperato bisogno ora.

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