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28 mag 2013
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Ue: prodotti alta gamma ambasciatori Europa per 75% europei

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Ansa
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28 mag 2013

Il lusso è sempre più accettato dall'opinione pubblica e i prodotti di alta gamma sono visti come ambasciatori dei valori e della cultura europea e come volano di crescita economica ed occupazionale. E' questa l'immagine che il 75% dei cittadini di Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna hanno dell'industria del lusso del Vecchio Continente secondo il rapporto condotto da TNS Sofres e presentato il 28 maggio al Parlamento Europeo dall'ECCIA (Alleanza Europea delle Industrie Creative e Culturali), l'Associazione europea dei marchi del settore.

Gioielli dell'italiana Pomellato, ora di proprietà del gruppo francese Kering


Le risposte alle domande sull'immagine del lusso nella mente dei 5.000 europei interpellati dal sondaggio (1.000 per ciascuna delle nazioni rappresentate) sono stati confrontati con le risposte date alle stesse domande nel 2009. Nell'indagine si scopre che, per molti di loro, le opinioni generali sono più marcatamente in favore dell'industria del lusso. Per esempio, alla domanda "Quale valore associate al settore del lusso?", il 53% degli intervistati dà la risposta "qualità", contro il 44% nel 2009. In questa domanda, gli spagnoli e i britannici si rivelano essere i più convinti della loro opinione, con rispettivamente il 65% e il 63% degli intervistati che associano il lusso alla qualità.

I risultati mostrano che i cittadini delle cinque nazioni rappresentate dall'ECCIA valutano, per il 76% di loro, che il lusso crei posti di lavoro e per il 71% di loro che promuova l'influenza culturale dell'Europa nel mondo. La Francia, attraverso il Comité Colbert, ricorda che il settore del lusso rappresenta il 3% del PIL europeo, il 10% delle sue esportazioni e impiega più di 1,5 milioni di persone.

“L’annata 2013 ha segnato una svolta nel riconoscimento delle specificità del settore del lusso e del suo potenziale per la crescita in Europa”, si rallegra Elisabeth Ponsolle des Portes, Delegato Generale del Comité Colbert, “sia fra le autorità europee che nell'opinione pubblica”. Prossima tappa: convincere i governi.

"Siamo confortati dalla nostra azione, il rapporto conferma che si tratta della percezione corretta di quello che producono e rappresentano le 400 imprese UE della nostra rete", ha affermato Armando Branchini, presidente di ECCIA. "Con 1,5 milioni di lavoratori, 440 miliardi di fatturato, il 4% del PIL, il 10% delle esportazioni, e il 60% del mercato mondiale del lusso, i 400 brand europei del settore sono sul serio ambasciatori della cultura e della creativitaà, dei valori europei di qualità, affidabilità ed eccellenza", ha commentato Amalia Sartori (PdL), presidente della commissione Industria del Parlamento UE.

All'Europa i produttori di alta gamma chiedono, ha sottolineato Branchini, "il controllo della contraffazione, anche delle merci in transito", e un "maggiore accesso ai mercati esteri", un elemento che verrà affrontato dalla Commissione nei prossimi mesi con i negoziati sugli accordi commerciali con l'India, in chiusura, e con USA, Cina, Vietnam e Giappone, che partiranno a breve.

Florent Gilles (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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